
Giuseppe Carovani, sindaco di Calenzano, il governatore Eugenio Giani che ha annunciato il lutto regionale per domani e l’assessora Monia Monni
CALENZANO (Firenze)
Sgomento, dolore e rabbia. "Ho visto una scena impressionante, c’è una distruzione totale. Immagino chi era lì a lavorare ed era lì vicino o sotto le infrastrutture di ricarica, quello dev’essere apparso come un inferno. La situazione è indescrivibile. Noi sappiamo che ieri mattina nell’azienda erano stati effettuati 35 accessi". E’ profondamente turbato il sindaco di Calenzano (Firenze) Giuseppe Carovani per l’esplosione nell’area Eni, dopo un sopralluogo sul posto. "Nel piazzale esterno dello stabilimento c’era stato un episodio di incendio di un’autocisterna diversi anni fa, ma fino a ieri all’interno non si erano mai verificati episodi di questo tipo", ha aggiunto Carovani. "La comunità è scossa e profondamente addolorata da quanto accaduto. Siamo vicini alle famiglie delle vittime e alle persone ferite e abbiamo deciso di dichiarare lutto cittadino in segno di rispetto. Ringrazio il sistema di Protezione civile, i vigili del fuoco, i sanitari, le forze dell’ordine e tutti i soggetti coinvolti nei soccorsi e attendiamo le prossime ore per capire l’esatta dinamica dell’evento".
L’esplosione al deposito Eni a Calenzano ha provocato una serie di reazioni a catena, che vanno dalla politica all’associazionismo passando per le associazioni di categoria. "È una giornata terribile per la Toscana – ha detto il presidente Eugenio Giani –, da parte mia va il cordoglio alle famiglie delle vittime. L’intervento di tutto il sistema regionale della Toscana, con i vigili del fuoco, è stato immediato e tempestivo evitando la propagazione ad altri depositi. Ringrazio di cuore i nostri soccorritori sanitari sui mezzi e negli ospedali che si stanno prendendo cura dei feriti". Come il governatore Giani anche l’assessora regionale alla Protezione civile, Monia Monni, ha sottolineato e ringraziato l’intervento dei vigili del fuoco che ha consentito di "domare le fiamme in modo efficace e tempestivo".
Oltre a esprimere il proprio dolore personale, il sindaco di Firenze, Sara Funaro, ha offerto "come Comune e Città Metropolitana di Firenze la piena disponibilità per quanto riguarda il sostegno e il supporto psicologico alle famiglie delle vittime attraverso la convenzione che la nostra Polizia Municipale ha con l’Ordine degli psicologi". Sulla drammatica vicenda è intervenuto anche il parlamentare e segretario del Pd regionale, Emiliano Fossi: "Cercheremo di capire come sia potuta accadere una disgrazia di questo genere e se era possibile evitarla. Da toscano, da fiorentino e da campigiano, dato che il deposito è collocato proprio al confine tra il Comune di Calenzano e il Comune di Campi, stiamo monitorando tutte le conseguenze alle attività quotidiane della vita delle persone che un evento di questo genere comporta".
"In segno di rispetto delle vittime e di vicinanza alle famiglie che hanno perso i loro cari, - questa invece la posizione del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale – chiediamo al Governatore Giani di annullare la seduta di consiglio e dichiarare il lutto regionale".
Dura la presa di posizione dei segretari generali della Cisl Toscana e Firenze-Prato, rispettivamente Silvia Russo e Fabio Franchi, mentre tutte le sigle sindacali hanno proclamato per la giornata di oggi uno sciopero generale provinciale di 4 ore con una manifestazione a Calenzano: "La domanda che dobbiamo porci è se in questo territorio si fa tutto quanto è possibile per tutelare la sicurezza sul lavoro, se c’è un coordinamento sufficiente e adeguato tra i quattro soggetti preposti a garantire la sicurezza, così come chiediamo alla Regione di attivarsi per garantire che questo coordinamento ci sia davvero".
Altrettanto severi i toni della presidenza regionale Mcl della Toscana: "Di fronte a quella che è un’ennesima strage degli innocenti, incalza una domanda: che Paese è questo dove si esce di casa per andare a lavorare e non si fa più rientro? O se va meglio si finisce in ospedale o si resta invalidi? Come accade troppo spesso, purtroppo si interviene quando già si contano morti e feriti".