
La ’Segreteria del Granduca Pietro Leopoldo’ intitolata al presidente della Regione Siciliana ucciso dalla mafia. Presentato il libro sulla sua vita.
La storia della Toscana moderna nasce in parte anche il 30 novembre del 1786, quando Il Granduca Leopoldo I d’Asburgo-Lorena abolisce nel suo regno la pena di morte tramite l’approvazione della legge di riforma della legislazione criminale toscana, nota come Codice leopoldino.
I documenti di quella storica decisione, pietra miliare di civiltà, furono depositati nella cancelleria del Granduca nel quartiere monumentale della Villa Mediceo Lorenese del Poggio Imperiale, che da oltre duecento anni è sede dell’Educandato Statale della SS. Annunziata.
Ed è qui che ieri si è svolta una giornata che da un lato ha ricordato i 238 anni da quell’evento e dall’altra ha confermato le tante iniziative portate avanti dallo stesso Educandato per la diffusione della legalità, della lotta alla mafia, e della sensibilizzazione contro la violenza di genere e in particolare contro le donne.
La giornata è iniziata alle 15.30 con i saluti del presidente Educandato Statale SS. Annunziata Giorgio Fiorenza, insieme alla sindaca Sara Funaro e al presidente della Regione Eugenio Giani. A seguire la presentazione del libro “Piersanti Mattarella Da solo contro la mafia”, scritto da Giovanni Grasso, responsabile della comunicazione per il Quirinale e portavoce del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una biografia che ricostruisce la storia del presidente della Regione Siciliana, ucciso dalla mafia il 6 gennaio del 1980, dove si rappresenta l’intera parabola politica di Mattarella come consequenziale al suo impegno civile e politico che parte dall’Azione Cattolica e che ad essa sarà sempre ispirato, con tanto di mistero ancora aperto sulla sua uccisione.
Per rendere omaggio a questo eroe del nostro tempo, alle 17.30 si è svolta l’intitolazione della “Segreteria del Granduca Pietro Leopoldo” proprio alla memoria del presidente Piersanti Mattarella, con l’esibizione della Fanfara dei Carabinieri che ha eseguito l’inno d’Italia.
"Sono contento che Piersanti Mattarella sia stato scelto dai giovani dell’Educandato come figura da studiare e approfondire – ha detto Giovanni Grasso –, perché è un personaggio luminoso della nostra storia che nel passato non è stato ricordato quanto avrebbe meritato. Io dico sempre: Piersanti Mattarella era l’antimafia dei fatti e non delle parole".
Il presidente della Regione Eugenio Giani ha ricordato che "la giornata dedicata a Piersanti Mattarella dà il senso di una Toscana nella sua vocazione alla cultura, alla difesa dei diritti, alla centralità dell’uomo. La ricorrenza dell’abolizione della pena di morte da parte di Pietro Leopoldo qui all’Educandato è anche l’occasione per ricordare uno dei luoghi a lui più cari".
Al taglio del nastro della sala intitolata a Piersanti Mattarella anche la sindaca Sara Funaro. Ha sottolineato che "avere un luogo intitolato al presidente della Regione Sicilia ucciso dalla mafia, qui dove si trova un’istituzione per l’educazione dei giovani, è un segnale davvero importante, per tenere alta l’attenzione sulla legalità e formare le nuove generazioni".