La tragedia di Firenze, sotto la lente i pezzi prefabbricati. In arrivo i primi avvisi di garanzia

La trave che si è spezzata era già stata montata prima dell’ultimo controllo e non erano emerse irregolarità. Al vaglio anche i video del cedimento. Autorizzate le autopsie sui corpi dei cinque operai rimasti uccisi

Firenze, 22 febbraio 2024 – Il cemento morsicato sulla parete è lì, a testimoniarlo. E anche i segni dello spray degli investigatori, primi passi di un’inchiesta in gestazione, lo evidenziano. Alcuni video, poi, aiutano la ricostruzione temporale.

A cedere per prima è stata una mensola, componente di un corpo trave che avrebbe dovuto a sua volta sostenere una trave più imponente: quella di oltre quindici metri che, staccandosi, ha innescato il crollo del solaio su cui stavano facendo la gettata gli operai rumeni scampati alla morte, e ha travolto le altre strutture prefabbricate già montate.

In questo tragico domino di cedimenti, avvenuto venerdì scorso nel cantiere dell’Esselunga in costruzione in via Mariti, a Firenze, hanno perso la vita l’addetto alla betoniera Luigi Coclite, 59 anni, e i carpentieri marocchini Taoufik Haidar, 43 anni, Bouzekri Rahimi, 56, Mohamed El Ferhane, 24, e il tunisino Mohamed Toukabri, 54 anni. L’ultimo operaio è stato estratto dalle macerie martedì sera alle 23.

L’indagine sulla strage entrerà nel vivo soltanto quando la procura assegnerà la propria consulenza. Ma ora che anche i vigili del fuoco stanno per lasciare l’area, destinata al sequestro ordinato dai pm Francesco Sottosanti e Alessandra Falcone, gli inquirenti stanno indirizzando le tante acquisizioni di queste ore avendo un quadro più nitido della dinamica del crollo.

I riflettori sono accesi sulla Rdb Italprefabbricati, il colosso con tre sedi sparse da nord a sud del Paese che ha prodotto i prefabbricati di cui si compone lo “scheletro“ del supermercato da 34 milioni di euro in corso di costruzione nel quartiere di Ponte di Mezzo. Dallo stabilimento di Alseno (Piacenza) è uscita la trave e i relativi sostegni su cui si stanno concentrando le indagini. Compresa la mensola, o dente, che ha ceduto.

Il corpo trave incriminato era stato montato da diverse settimane. Era già presente, ad esempio, quando la Asl ha fatto il suo ultimo accesso al cantiere, non riscontrandovi irregolarità. Venerdì mattina, nel cronoprogramma del cantiere, si doveva completare quel solaio. È stata l’azione che ha messo a nudo quella criticità nascosta nel dente.

Si possono fare alcune ipotesi, sul perché di questo crollo. Potrebbe esserci stato un errore nel concepimento del sostegno, inadeguato per dimensioni o per proporzione fra calcestruzzo e acciaio a sostenere quel carico. Carico che, con l’inizio della gettata sul solaio, era ancora ben lontano dal suo esercizio in un supermercato a pieno regime. Potrebbero esserci state anche alcune concause che, sommate all’inadeguatezza o scarsa qualità della mensola, possono aver dato il via alla dinamica del disastro. Ad esempio, un errore nel posizionamento della trave, o un mancato fissaggio della trave al sostegno. Circostanza quest’ultima che sarà accertata isolando, tra le macerie diventate la tomba dei cinque operai, i vari denti crollati. Un lavoro, quello del montaggio, che la Rdb Italprefabbricati non fa in proprio, ma subappalta a ditte di propria fiducia: così è stato ache a Firenze.

Anche per questo la polizia postale ha copiato per giorni il ’cervellone’ della sede abruzzese dell’azienda che fa capo alla famiglia D’Eugenio, prendendosi sia i progetti della struttura dell’Esselunga in costruzione in via Mariti, sia i rapporti con le imprese subappaltanti. Anche il gruppo Esselunga ha messo a disposizione degli inquirenti i propri rapporti con le imprese che stavano realizzando per lei il nuovo centro commerciale fiorentino.

Ieri, dopo il recupero dell’ultimo corpo disperso – quello del 56enne Rahimi – la procura ha dato l’incarico delle autopsie ai medici legali Martina Focardi, Beatrice Defraia e Rossella Grifoni. Non risulta che, contestualmente a questo atto, siano state iscritte persone sul registro degli indagati. Tuttavia, i primi avvisi di garanzia per la strage di Firenze sono nell’aria.

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