Firenze, 3 marzo 2020 - Le conseguenze del Coronavirus rischiano di costare 250 milioni di euro agli albergatori fiorentini in mancate entrate, visto il crollo dei flussi turistici, e già le sole cancellazioni di questo periodo valgono 120 milioni in meno: l'allarme è stato lanciato oggi da Giancarlo Carniani, presidente della sezione albergatori di Confindustria Firenze, (clicca qui per il video) e Giovanpaolo Innocenti (clicca qui per il video), presidente del consorzio Firenze Albergo che raccoglie circa 200 strutture su Firenze e provincia.

"È qualcosa di molto più grave delle crisi terroristiche, dell'11 settembre e della guerra del Golfo, non abbiamo mai assistito a qualcosa del genere", lamenta Carniani, per il quale "marzo e aprile sono praticamente persi", e questa situazione "bisogna che si risolva velocemente se no i problemi occupazionali saranno enormi".

Per Innocenti "normalmente le aziende a marzo hanno un'occupazione delle camere attorno al 70%, anche perché ci sono i gruppi scolastici: stamattina mi dicevano che siamo intorno al 17%, quindi è una bella botta". Fra le richieste degli albergatori, la sospensione di Imu e Tari, una moratoria sui mutui, l'attivazione di ammortizzatori sociali per i lavoratori del comparto, una revisione del Decreto Dignità per "reinserire gli stagionali nel modo più flessibile possibile" una volta terminato il periodo di crisi.