Crisi aziendali e trasferimenti. Industria in sofferenza. Prime avvisaglie nella moda

Dalla ex Gkn alla Fiorentini in Mugello passando per il Cartonificio. Oggi manifestazione a Sesto. Faticanti (Cgil): "Ammortizzatori sociali anche nelle aziende che lavorano per la pelletteria".

Dalla ex Gkn agli appalti di Mondo Convenienza passando per Fiorentini in Alto Mugello e senza dimenticare le varie situazioni a Firenze città. Si prospetta un inverno caldo, molto. Non tanto (o comunque non solo) per il clima quanto per i livelli occupazionali e produttivi. "L’industria è colpita da una crisi che non è soltanto fiorentina. A livello regionale, la nostra industria ’vive’ per le esportazioni e in questo momento i mercati come Cina e Germania sono in sofferenza" dice Mauro Faticanti della segreteria generale della Cgil di Firenze, che si occupa proprio di crisi.

Secondo gli ultimi dati dell’Irpet, "i segnali di rallentamento dell’economia ravvisati tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2023 si sono rafforzati nel corso del secondo trimestre dell’anno. La produzione industriale della Toscana si è infatti ridotta del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2022". In questo scenario, quindi, si inserisce anche la zona di Firenze. In particolare è la Piana a soffrire di più. A Campi Bisenzio, da oltre due anni è aperta la vertenza ex Gkn, ora Qf in liquidazione: l’ex fabbrica di semiassi rischia di diventare un capannone vuoto. L’attuale proprietà, dopo aver annunciato faraonici progetti per reindustrializzare il sito e salvare i livelli occupazionali (che all’inizio della vicenda contavano 422 dipendenti e circa 80-100 lavoratori dell’indotto), ora ha fretta di chiudere. Sulla testa dei 185 dipendenti (di cui 172 operai) rimasti pende una procedura di licenziamento collettivo che diventerà ufficiale dal primo gennaio 2024. Restando a Campi, altra crisi: alla E.S. Electro System (azienda che si occupa di montaggio elettro-meccanico, principalmente di macchine da caffè) i 200 lavoratori sono in stato di agitazione perché dopo un calo di produzione non sono stati rinnovati 10 contratti di somministrazione. "Poi ci sono situazioni in cui la proprietà aziendale vuole abbandonare il territorio: si parla di trasferimenti ma dietro c’è il serio rischio di licenziamenti indotti" dice Faticanti. E’ il caso della Fiorentini di Piancaldoli dove sono a rischio 80 posti di lavoro. Ma anche dello storico Cartonificio Fiorentino di Sesto dove in ballo ci sono circa 100 addetti (da qui parte alle 9,45 di oggi la manifestazione della Cgil). "E c’è anche l’ombra della speculazione immobiliare" sottolinea il sindacalista. Da ricordare anche situazioni più piccole ma non meno importanti: la Ghiott Dolciaria con sede nella zona industriale di Sambuca a Barberino Tavarnelle ha messo l’azienda in liquidazione per crisi finanziaria e licenziato gli otto dipendenti (di cui 7 donne). Lo storico Harry’s Bar di Firenze è chiuso ormai da mesi e 13 persone sono in cassa integrazione fino al 31 dicembre. "Qui è tutto legato allo scontro tra rendita del marchio e rendita del mattone - dice il sindacalista - . Il centro cittadino è invaso da turisti ma il settore turismo è in crisi, crea principalmente ’lavoro povero’. Anche dietro il fenomeno degli airbnb si nascondono tante zone grigie". Zone grigie che si ritrovano nel sistema di appalti di Mondo Convenienza "dove, però, la situazione sta cambiando: grazie al tavolo nazionale voluto dalla Cgil si è iniziato a mettere ordine alle cose con l’obiettivo di arrivare al contratto nazionale Logistica per tutta la filiera". Primi campanelli d’allarme per il comparto della pelletteria. "Nelle ultime ore si registrano le prime situazioni di tensione a Scandicci. non riguardano i grandi brand ma ’la seconda fascia’, le ditte che lavorano per i grandi marchi dove la produzione sta scendendo e si inizia a ricorrere agli ammortizzatori sociali" conclude Faticanti.

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