Una volante della Polizia in una foto d'archivio
Una volante della Polizia in una foto d'archivio

Firenze, 19 settembre 2019 -  La collaborazione fra forze di polizia e le strategie comuni di contrasto alla criminalità sempre più transnazionale è stato il tema centrale della Conferenza Regionale sulla Cooperazione Internazionale di Polizia, presieduta dal vice direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Rizzi. Erano presenti i prefetti toscani, i vertici delle Forze di Polizia, della magistratura e una rappresentanza dell'Interpol. Scopo dell'incontro organizzato dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale, che apre un ciclo di conferenze che interesseranno tutto il territorio nazionale, è stato quello di fornire un quadro di sintesi delle relazioni internazionali bilaterali e multilaterali di polizia e, soprattutto, quello di assicurare agli operatori delle forze dell'ordine le nuove applicazioni, gli strumenti, le tecniche e best practices applicati alle indagini internazionali ed all'attività di prevenzione. 

A  tale scopo è stato anche realizzata una guida pratica per orientarsi tra le grandi potenzialità offerte dalle piattaforme della cooperazione internazionale di polizia. Gli arresti di latitanti effettuati in Paesi esteri e le numerose operazioni transnazionali di polizia, che hanno smantellato articolazioni criminali a livello globale, hanno evidenziato l'affidabilità del sistema Italia, grazie al fondamentale supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia con il law enforcement operante a livello territoriale. "La complessità di un tema, come quello della dimensione internazionale del crimine, che incide sulla sicurezza delle persone e sulle loro paure - ha spiegato Rizzi nel suo intervento - richiede un approccio multilivello che va dallo sviluppo degli ambiti di cooperazione internazionale (bilaterale e multilaterale), all'arricchimento delle piattaforme e dei canali di comunicazione, al potenziamento dell'innovazione tecnologica, all'interoperabilità delle banche dati, ai progetti che riguardano particolari aree geografiche o minacce criminali, alla presenza negli organismi di governance delle agenzie internazionali. Se dunque condivisione, cooperazione e innovazione sono parole chiave nelle relazioni internazionali per finalità di polizia, a monte di tutto c'è la cultura, intesa come conoscenza profonda degli strumenti operativi non solo per combattere il crimine, ma per anticiparlo con un'azione preventiva di dissuasione o addirittura predittiva, grazie all'uso di sistemi di intelligenza artificiale capaci di restituire i profili geocriminali della minaccia".