Scuola
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Firenze, 1 marzo 2021 - La  decisione di chiudere le scuole “non risulta supportata da specifiche indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico né, peraltro, da studi orientati a verificare il ruolo dell’attività scolastica nella diffusione del contagio all’interno ed all’esterno dei plessi”. Anzi  “sussistono  elementi che inducono a dubitare del fatto che la riapertura delle scuole, anche secondarie, possa svolgere un effettivo ruolo amplificatore del contagio nella popolazione degli studenti e degli insegnanti o che possa influenzare l’andamento del c.d. “indice Rt.”.   

Parola del TAR Lazio cui si era appellato un gruppo di genitori fiorentini, riuniti nel Comitato Ri(n)corriamo la Scuola, contestando  la chiusura delle scuole e l’attivazione ingiustificata della Dad al 50% disposta dal D.P.C.M. del 14 gennaio. 

Inoltre, fanno sapere dal comitato, il Tar ha stigmatizzato la mancanza di una "indagine finalizzata a verificare se sia possibile implementare misure contingenti straordinarie finalizzate a garantire a tutti gli studenti la frequenza in presenza dell’intero monte ore settimanale”.

Secondo il tribunale Amministrativo dunque, la Scuola non è il luogo privilegiato di contagio. Una decisione importante che arriva proprio mentre varie amministrazioni hanno però  già deciso di richiudere, ed altre stanno pensando di farlo, anche alla luce degli appelli che arrivano da una parte del mondo scientifico. 

"Di quanto rilevato dal Tribunale Amministrativo non si potrà non tener conto nei prossimi provvedimenti in materia di Scuola (il TAR si è infatti pronunciato sul D.P.C.M., destinato a perdere efficacia la prossima settimana; il che spiega la mancata sospensione dello stesso)" sottolineano a questo proposito  i ricorrenti.

Che parlano di  "una grande vittoria raggiunta da cittadini liberi di contestare e smontare un atto governativo, che almeno nella parte relativa alla Dad al 50%, risulta privo del necessario supporto". Una vittoria, dicono, non solo di chi ha promosso il ricordo ma "soprattutto degli studenti, dei nostri ragazzi, perché solo pretendendo il diritto ad una scuola aperta, efficiente e funzionante avremo un Paese migliore. E ne abbiamo tanto bisogno, se davvero vogliamo rifondarlo sui valori di libertà e democrazia".

Soddisfatti dunque. Ma non domi. "Questo è un primo passo importante del cammino che abbiamo intrapreso e che intendiamo portare avanti con forza" assicurano quelli del Comitato.