Caterina Paolucci, prima da sinistra, della Madison University
Caterina Paolucci, prima da sinistra, della Madison University

Firenze, 4 marzo 2020 - Anche la Aifs Study Abroad ha sospeso il proprio programma di studio. In un primo momento l’Istituto con sede in piazza Peruzzi, l’angolo con via de’ Benci, ha deciso di proseguire l’attività ma lunedì notte dalla sede centrale l’alt definitivo. Una doccia fredda per i ragazzi che hanno pregato i propri insegnati di poter rimanere e di non interrompere le lezioni. "In tanti si sono messi a piangere perché non volevano andare via" spiega una delle referenti.

Lo stesso è successo alla Saci di via Sant’Antonino: in questi giorni tutti gli studenti lasceranno a malincuore la città. Un danno, per i dirigenti dei 40 istituti stranieri in città, inquantificabile. "Non si tratta solo di questo semestre ma anche del prossimo che comincia a maggio ma le iscrizioni si aprono in questi giorni" dice Caterina Paolucci della Madison University. Molti degli Istituti per stranieri, tra l’altro, hanno sede in edifici storici con canoni di affitto molto elevati che diventeranno sempre più difficile da pagare senza le rate degli iscritti.

Intanto continua la fuga (forzata) degli americani da Firenze. L’85 per cento degli studenti ha già lasciato o sta lasciando in queste ore Firenze per l’epidemia. Una decisione sofferta per gli oltre 5mila rampolli, sono circa 7mila in totale, che ogni anno sbarcano dagli Stati Uniti per motivi di studio. Da venerdì notte quando, dopo una giornata di tensioni in cui Firenze era riuscita a contenere la fuga delle università americane, il Dipartimento di Stato Usa ha invitato ufficialmente gli americani a non viaggiare in Italia "se non strettamente necessario", con un livello 3 di allerta.

«Venerd ì è arrivata la notizia – dice Paolucci – e anche noi che, in un primo momento avevamo deciso di rimanere aperti, abbiamo chiuso". Sono diverse le università americane che hanno cancellato i programmi di studio in Italia. L’elenco comprende la Elon University, la Fairfield University, la Florida International University, la New York University e la Syracuse University, quasi tutte con programmi a Firenze. "Noi abbiamo perso il 75% di studenti – prosegue Riccardo Tarantoli, titolare del Red Garter, il tempio degli americani a Firenze -. Quello che fa rabbia è che solo oggi che se ne sono andati, in tanti si rendono conto dell’importanza degli americani in città". Jane Guarducci, canadese ma fiorentina di adozione e presidente dell’associazione Cultural Salon, anche ha dovuto "disdire due eventi con ospiti internazionali". "Più che la paura del Coronavirus – conclude – c’è un problema logistico: la preoccupazione è quella di rimanere bloccati".
 

Rossella Conte
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