"Concorsi pilotati". Preliminare al via. Senza il Ministero e l’Ateneo spettatore

L’azienda di Careggi e quella del Meyer si costituiscono parte civile. Si torna in aula a febbraio per un errore di notifica a uno dei 33 imputati. Il rebus degli “stralciati“: 28 professori ancora in attesa di una decisione.

"Concorsi pilotati". Preliminare al via. Senza il Ministero e l’Ateneo spettatore

"Concorsi pilotati". Preliminare al via. Senza il Ministero e l’Ateneo spettatore

di Stefano Brogioni

FIRENZE

Presenti l’azienda di Careggi e quella del Meyer. Assente il ministero della Pubblica Istruzione e del Merito. C’è l’Università di Firenze, ma in veste di “spettatore“. La prima udienza della preliminare del maxi procedimento “concorsopoli“ dinanzi al gup Fabio Gugliotta, inizia con un rinvio per un difetto di notifica per uno dei 33 imputati. Si torna in aula il 19 febbraio, udienze fissate anche a maggio, ma in attesa che il processo entri nel vivo, l’attenzione si catalizza su chi si pone nella posizione di danneggiato dal presunto “sistema“ contestato nelle corpose imputazioni nei confronti

Niente Ministero, dunque. E ’Ateneo? "Indicato quale persona offesa, parteciperà con il proprio legale, seguendo con attenzione gli sviluppi del processo, riservandosi all’esito del medesimo processo ogni eventuale azione a tutela degli interessi dell’Ente", è stato spiegato con una nota diffusa alcune ore prima del “via“. Formalmente, non è una costituzione di parte civile.

Ma sono pochi anche i professori che si sono palesati: giusto un paio, contro gli oltre venti che i pm Luca Tescaroli e Antonino Nastasi aveva indicato come presunte ’vittime’ dal sistema che avrebbe pilotato l’assegnazione delle cattedre nelle due aziende universitario-ospedaliere cittadine e anche condizionato le relative strategie secondo logiche di spartizione e convenienza.

Sarà un’udienza preliminare lunga. Lo si intuisce anche dal gran numero di date già messe in calendario. Lunga anche perché nel fascicolo sono stati riuniti due procedimenti, l’uno parente dell’altro. Di fatto, insomma, ci sono sei anni - dal 2015 al 2021 - passati ai raggi X dai finanzieri. Che hanno acquisito documenti, intercettato telefonate e conversazioni (anche con i trojan inoculati negli smartphone) per ricostruire i presunti accordi che avrebbero accompagnato i bandi di concorso di Careggi e Meyer.

Il nocciolo delle accuse sta nell’ipotizzata associazione per delinquere in cui la procura inserisce l’ex rettore dell’Università di Firenze, Luigi Dei, l’ex prorettore Paolo Bechi, l’ex dg del Meyer Alberto Zanobini, l’urologo Marco Carini. E’ l’imputazione più pesante, ma che nel corso delle indagini è stata ridimensionata dalle pronunce di gip, Riesame e Cassazione, che l’hanno esclusa.

Nella gigantesca inchiesta, iniziata ormai sei anni fa con il primo filone d’indagini, vengono poi contestati episodi di corruzione, abuso d’ufficio e anche rivelazione del segreto d’ufficio, relativo all’esito di procedure concorsuali. La richiesta di rinvio a giudizio è stata indirizzata anche a due ex direttori generali di Careggi: Monica Calamai, oggi dirigente a Ferrara, e Rocco Damone.

Ma oltre alla richiesta di rinvio a giudizio per i 33, ci sono anche 28 posizioni che sono state stralciate. E su cui la procura non ha ancora deciso il da farsi.

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