di Luca Gasperoni FIRENZE Dal cibo, passando per i pacchi Amazon fino alla solidarietà: tutto a domicilio. Dopo i rider e le spedizioni dell’e-commerce anche le associazioni di volontariato fiorentine arrivano a casa per dare una mano agli anziani durante la zona rossa. A distanza di mesi dal lockdown, infatti, sono ripartiti in città i servizi Prontofarmaco e Sos Spesa per la consegna a domicilio di medicinali e alimenti agli over-65 privi di una rete parentale di aiuto. Un’iniziativa organizzata da Esculapio, Croce Rossa, Anpas e Misericordia in collaborazione con Unicoop. Dove al centro però c’è l’impegno dei volontari che ogni giorno sfrecciano per le...

di Luca Gasperoni

FIRENZE

Dal cibo, passando per i pacchi Amazon fino alla solidarietà: tutto a domicilio. Dopo i rider e le spedizioni dell’e-commerce anche le associazioni di volontariato fiorentine arrivano a casa per dare una mano agli anziani durante la zona rossa. A distanza di mesi dal lockdown, infatti, sono ripartiti in città i servizi Prontofarmaco e Sos Spesa per la consegna a domicilio di medicinali e alimenti agli over-65 privi di una rete parentale di aiuto. Un’iniziativa organizzata da Esculapio, Croce Rossa, Anpas e Misericordia in collaborazione con Unicoop. Dove al centro però c’è l’impegno dei volontari che ogni giorno sfrecciano per le strade della città, tra farmacie, supermercati e case, ritirando e consegnando.

"Nel primo lockdown abbiamo ricevuto tante richieste grazie a un forte senso civico – racconta Felice Prudentino, presidente della Humanitas di Firenze Nord - il 70% di loro è tornato per dare una mano anche durante questa seconda ondata". Un entusiasmo che si riscontra appena si entra nella sede dell’Humanitas in via Ponte alle Mosse, con i volontari a chiacchiere nella sala comune in attesa di iniziare. Per il giro di consegne mattutino i volontarisi dividono in squadre e si preparano a macinare chilometri: per ognuno dei 5060 cittadini serviti al momento spesso è necessarie più di una tappa. "Ma la situazione adesso è più distesa, c’è meno confusione rispetto a prima", rassicura Serena, sul campo da maggio. Nel caso del servizio Sos spesa i volontari partono con la ‘comanda’ verso la Coop di quartiere, ritirano il pacco già pronto e portano gli alimenti al destinatario con lo scontrino da pagare. Stesso discorso per il Pronto farmaco, a cui si aggiunge la fila in farmacia con la ricetta medica in mano.

Insomma, un continuo stop and go tra quartieri, farmacie e supermercati aggirando le file e cercando di individuare il domicilio al primo colpo.Tra un’attesa e l’altra i volontari si raccontano. "Lavoro nel settore dell’abbigliamento e prima viaggiavo molto per lavoro – dice Gianni – adesso faccio smart working. Mi sono avvicinato al mondo del volontariato per aiutare chi è meno fortunato".

In questo caso anziani, spesso con malattie o problemi fisici, costretti a fronteggiare le limitazioni della zona rossa da soli. Per i quali, al di là dei prodotti, a fare la differenza è il contatto umano. Molti fanno entrare i volontari in casa, hanno voglia di parlare, vedere un volto amico per spezzare le giornate solitarie. C’è chi, come la signora Anna, riceve le consegne da un po’ e ormai ’conosce’ i suoi volontari, e chi chiama per la prima volta.

"La spesa me la portava mia cognata che ora è in quarantena, fortuna ci sono loro", spiega Dino, sfoderando un sorriso e indicando uno dei volontari.

I prodotti sono solo un simbolo di vicinanza: piccoli gesti fatti per non lasciare nessuno indietro in questa fase difficile.

"È stata un’esperienza molto particolare: noi del volontariato di solito ci occupiamo di soccorso sanitario – riassume Massimiliano Cosimelli, responsabile di Esculapio – a marzo è stato curioso, c’era aria di novità, questa volta invece siamo rimasti sorpresi dall’entusiasmo delle persone che sono ritornate. Non pensavamo di aver avuto un impatto così profondo nella vita delle persone, è stato gratificante. Un segno della forte coesione sociale in città".