L’Agenzia regionale di sanità con il suo monitoraggio delle attese per gli interventi chirurgici  ha lanciato l’allarme sui tempi di attesa per gli interventi oncologici
L’Agenzia regionale di sanità con il suo monitoraggio delle attese per gli interventi chirurgici ha lanciato l’allarme sui tempi di attesa per gli interventi oncologici

Firenze, 15 maggio 2019 - L’AGENZIA regionale di sanità con il suo monitoraggio delle attese per gli interventi chirurgici fa scattare l’allarme. Complessivamente nell’Asl Toscana Centro (Firenze, Empoli, Prato e Pistoia) sono circa 12mila le persone che aspettano di andare sotto i ferri per risolvere piccoli o grandi problemi di salute, cui bisogna sommare i circa 2.500 di Careggi.

Ma il semaforo rosso scatta sui tempi rilevati nel 2018 da Ars per le attese dei pazienti oncologici che dovrebbero essere operati, nel rispetto della legge regionale, entro un mese dal momento dell’ingresso in lista. Stando al monitoraggio, le maggiori criticità negli ospedali fiorentini riguardano gli interventi per tumore della tiroide: solo il 46% viene operato entro 30 giorni nei presidi Asl e il 56% a Careggi. Non brillanti le performance neppure per il cancro del retto: il 59% dei malati va in sala operatoria nei tempi previsti negli ospedali dell’Asl, il 45% a Careggi. Per il tumore dell’utero il 53% dei pazienti viene sottoposto a intervento chirurgico entro 30 giorni negli ospedali Asl, il 73% a Careggi, mentre la media regionale è del 65%. Per il tumore maligno della mammella l’Asl risulta essere sotto soglia, mentre Careggi la supera e lo stesso vale per il melanoma, anche se l’Asl ha approntato un progetto che entro maggio darà i suoi frutti, con liste d’attesa abbattute significativamente.

Per il tumore della prostata il 61% dei pazienti viene operato entro 30 giorni negli ospedali dell’Asl, il 22% a Careggi che deve fare i conti con una mole enorme di presentazioni e la risoluzione dei casi più complessi. Anche per il tumore del colon non si sale oltre il 66% dei pazienti operati nei presidi Asl.

Insomma, in base ai dati dell’Agenzia regionale di sanità, si rileva un’alta variabilità della percentuale di interventi a seconda delle specialità chirurgiche entro i 30 giorni, ma nella quasi totalità dei casi siamo sotto la soglia nazionale e ben lontani dal raggiungimento dell’obiettivo (il 90%) che sarà richiesto dal ministero della Salute entro il 2021.

Il dato degli interventi oncologici è quello che maggiormente allerta il sistema sanitario, ma anche per le operazioni per le patologie non oncologiche c’è poco da sorridere.

Per la liberazione delle arterie carotidi occluse o parzialmente ristrette, solo il 28% dei pazienti più gravi, quelli in classe A, che hanno priorità rispetto agli altri, risulta essere stata operata entro 30 giorni negli ospedali dell’Asl, contro l’86% degli stessi pazienti operati a Careggi entro lo stesso tempo. All’Asl anche per la protesi d’anca non vengono accontentati nel tempo più rapido più di 28 pazienti su cento, lo stesso numero viene operato alla colecisti e per le emorroidi entro i medesimi 30 giorni mentre la soglia nazionale suggerisce il di arrivare tra il 66% della protesi d’anca e il 74% per le emorroidi.

Per ora le liste di attesa chirurgiche non sono state inserite nel portale per la trasparenza della Regione Toscana in cui, invece, dallo scorso marzo i cittadini possono verificare il rispetto dei tempi di attesa per la specialistica ambulatoriale (visite ed esami). Ma da gennaio 2020 anche i tempi di attesa per le liste chirurgiche, in base al Piano nazionale di governo delle liste di attesa, dovranno necessariamente essere rese pubbliche su internet.