La famiglia. Commisso con il sindaco Casini e l’architetto Casamonti durante un incontro a Bagno a Ripoli. Sotto: il soprintendente Antonio Pessina
La famiglia. Commisso con il sindaco Casini e l’architetto Casamonti durante un incontro a Bagno a Ripoli. Sotto: il soprintendente Antonio Pessina
di Emanuele Baldi Inchiodata non prevista per il nuovo centro sportivo della Fiorentina a Bagno a Ripoli. A tirare il freno a mano al progetto del patron viola Rocco Commisso – già indispettito e non poco per la vicenda stadio ancora piena zeppa di veleni e punti interrogativi – è un documento stilato dalla Sovrintendenza che elenca, punto per punto, tutti i nodi non risolti legati al piano che prevede la nascita di dieci campi da calcio di cui due dotati di tribune con capienza di 4.500 e 2.250 posti, spalmati su 25 ettari di terreno. Un’operazione da 70 milioni di euro che però ieri appunto a poche ore dalla Conferenza dei Servizi che avrebbe dovuto dare gas al progetto – alla luce anche del nulla osta di Comune, Metrocittà e Regione – ha subito una beffarda...

di Emanuele Baldi

Inchiodata non prevista per il nuovo centro sportivo della Fiorentina a Bagno a Ripoli. A tirare il freno a mano al progetto del patron viola Rocco Commisso – già indispettito e non poco per la vicenda stadio ancora piena zeppa di veleni e punti interrogativi – è un documento stilato dalla Sovrintendenza che elenca, punto per punto, tutti i nodi non risolti legati al piano che prevede la nascita di dieci campi da calcio di cui due dotati di tribune con capienza di 4.500 e 2.250 posti, spalmati su 25 ettari di terreno.

Un’operazione da 70 milioni di euro che però ieri appunto a poche ore dalla Conferenza dei Servizi che avrebbe dovuto dare gas al progetto – alla luce anche del nulla osta di Comune, Metrocittà e Regione – ha subito una beffarda battuta d’arresto sul fotofinish.

La Sovrintendenza contesta una serie di punti che vanno dalla mancata modifica – rispetto alle prime osservazioni – relativa al "contenimento della superificie edificata e dell’artificializzazione dei suoli" che non risulta "sostanziale essendo limitata alla riduzione dei campi da gioco da dieci a nove e alla riduzione o eliminazione delle tettoie perimetrali" al mancato "contenimento delle altezze degli edifici entro la quota di gronda degli edifici circostanti e di fronte" (si evince al contrario "un aumento dell’altezza dei corpi di fabbrica").

Tra le altre contestazioni firmate dal sovrintendente Antonio Pessina risulta inoltre che la "configurazione planivolumetrica dei nuovi corpi di fabbrica non è coerente con i caratteri dell’edificato circostante rispetto al quale i nuovi volumi emergono alterando il contesto", che "viene prevista la totale demolizione degli annessi agricoli della villa i quali invece devono essere integralmente mantenuti in considerazione del valore storico" e che "la dotazione di parcheggi da 8.062,40 metri quadrati passata a 8.064,11 non risulta diminuita e comporta ancora una significativa artificializzazione dei suoli".

Inoltre la Sovrintendenza rileva che "la disposizione della compenente naturale e vegetale con particolare riferimento alla dislocazione degli alberi non si configura come matrice progettuale bensì come elemento di risulta finalizzato in prevalenza a definire barriere visive".

In sostanza quello che emerge è una carrellata di ’appunti’ che confrontano le prime osservazioni fatte dalla Sovrintendenza al progetto e la mancata correzione da parte del Comune in questi mesi. Persisterebbero, secondo il documento, delle criticità che, se non eliminate in una nuova formulazione del progetto, impedirebbero al momento il via ai lavori. Un nuovo stop di fatto della soprintendenza alla voglia di costruire della società viola, che arriva dopo l’altro niet al progetto del Farnchi.

Il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini ingoia il boccone amaro ma cerca di non far drammi. "C’è un po’ di delusione, è innegabile – commenta al termine della Conferenza dei Servizi – La Sovrintendenza ha presentata una serie di osservazioni sulle quali dovremo lavorare".

L’incidente di percorso – che costerà minimo un mese e mezzo di ritardo sulla tabella di marcia – non demoralizza però il primo cittadino ripolese per il quale il centro sportivo della Fiorentina rappresenterebbe il fiore all’occhiello del secondo mandato: "Il percorso non si chiude certo oggi – sottolinea Casini – Ci troviamo di fronte a delle richieste migliorative che cercheremo di accogliere. Ho visto la volontà da parte di tutti di portare a termine il progetto, in Sovrintendenza ci sono professionisti seri e concreti e noi siamo pronti a collaborare".

Ma se Casini fa buon viso a cattivo gioco sembra che in casa viola la faccenda sia stata accolta con una certa delusione. Un altro ’intoppo’ a sorpresa, del tutto inaspettato, secondo la dirigenza della Fiorentina, che va a cozzare con la volontà ’fast fast fast’ del patron Rocco.