
La protesta dei familiari dei pazienti ieri mattina a Campi Bisenzio
Hanno aspettato un anno per far sentire la loro voce. Un anno dall’alluvione del 2023 che, insieme alle porte del Distretto sanitario Asl di via Rossini, di fatto ha chiuso anche il Centro di salute mentale ospitato fino ad allora all’interno della struttura. Da quel momento, infatti, le persone che frequentavano il centro sono state dislocate in parte in alcuni locali della Pubblica Assistenza di Campi, in via Orly, e in parte a Signa, in via La Pira, in quello che una volta era il Distretto sanitario. Tremila i pazienti seguiti (250 la settimana), tutti residenti nei Comuni di Campi, Calenzano e Signa e seguiti complessivamente da una trentina di operatori. Da qui – e dopo almeno tre incontri con gli enti interessati - la decisione dei loro familiari, riuniti nell’Associazione Fenice Familiari Salute Mentale Odv, di rivendicare la necessità di spazi adeguati per quelle che sono "esigenze ben precise, completamente diverse – hanno detto in coro ieri mattina – dagli altri servizi". Per farsi sentire hanno scelto proprio l’ingresso della vecchia Asl: "La salute mentale, a differenza di altre branche della medicina, non necessita di costosi macchinari, ha bisogno di locali adeguati in dimensioni e organizzazione che consentano di eseguire le attività di cura nel rispetto della sicurezza dei pazienti, dei lavoratori e la relativa tutela della privacy". Senza dimenticare, fra l’altro, che sempre in via Rossini, solo per fare un esempio, venivano effettuati i prelievi del sangue in convenzione con la Asl, attualmente spostati negli ambulatori della Misericordia di Campi.
Ma ieri l’attenzione era tutta per la salute mentale: "I più deboli meritano il meglio, non le briciole", recitava uno striscione che ha accompagnato la protesta delle famiglie. "Gli spazi attuali – hanno aggiunto –, oltre a essere ristretti e limitanti per il funzionamento del servizio, sono ‘mescolati’ a quelli di altre specialistiche con bisogni del tutto differenti e incompatibili con la salute mentale come l’ambulatorio delle stomie, l’ambulatorio infermieristico e il servizio infermieristico domiciliare". Una protesta e una richiesta alle amministrazioni comunali al tempo stesso, perché venga trovata una soluzione.
A tentare di dare qualche risposta ci ha provato l’assessore al sociale del Comune di Campi, Lorenzo Ballerini (era presente anche l’assessore al sociale calenzanese, Simona Pieri): "E’ già stata formalizzata alla Asl una richiesta per la disponibilità di altre stanze nella sede della Pubblica Assistenza, adesso la palla passa all’azienda sanitaria, che i familiari potrebbero sollecitare a dare una risposta in tempi rapidi. Tutti i servizi socio-sanitari attivi in via Rossini prima del 2 novembre 2023, comunque, sono tutti in funzione".
Una speranza viene riposta nell’incontro fissato per l’8 novembre a Signa: "Ci è arrivata una e-mail da parte del Comune di Signa – hanno concluso i familiari – Saremo presenti insieme alla Società della salute e ai Comuni". Un’ipotesi, in attesa di capire meglio che funzioni avrà la futura Casa della Salute di Campi, era quella di ospitare il Centro di salute mentale a Villa Alberti, acquistata dal Comune di Signa. Ma è un’ipotesi che per il momento sembra essere destinata a restare sulla carta.
Pier Francesco Nesti