La famiglia Quadri
La famiglia Quadri

Firenze, 23 ottobre 2020 - Sette figlioli e l’ottavo in arrivo. "Siamo 9 e mezzo", ride Luca Quadri, il papà della famiglia dei record. Luca vive a Pontassieve con la moglie Valentina e l’esercito dei figli: Pietro, 16, Ester, 14, Giuditta, 12, Gioele, 10, Emanuele, 8, Giosuè, 6, Maria Luce, 3 e il piccolo David, che nascerà il 2 novembre. "Abbiamo il cesareo fissato", dice. La macchina, uno Scudo, ha 9 posti. "Per le prossime vacanze vedremo cosa inventare". Al momento, per loro è out anche il ristorante. Con il limite dei sei posti per tavolo, nessuno farebbe sedere tutta insieme l’allegra famigliola.

«Davvero - ride il babbo -. Infatti quando è emersa questa novità siamo stati inondati di video divertenti sulle chat Whatsapp. Sono tempi duri per chi è extra-large. Ma sinceramente per noi il ristorante è l’ultimo dei problemi… Chi ha i soldi per andarci? Siamo troppi…." Meglio dunque fare la pizza in casa. O, al limite, prendere qualcosa con l’asporto. Durante il lockdown, mica facile organizzare la spesa. Tutto è ricaduto sulle spalle di babbo Luca. "Mia moglie ha scoperto di essere incinta giusto poco prima che l’Italia venisse chiusa. Così, l’ho fatta stare a casa. Al supermercato sono andato sempre io, ogni tre giorni. Ho il frigo a due ante, ma quando è pieno ha massimo quattro giorni di autonomia….". "Fortunatamente - prosegue, - ci eravamo da poco trasferiti in questa casa, in campagna. Il fatto di avere un giardino ci ha salvati".
 

Non è mancato neppure un episodio-barzelletta, proprio durante i primi giorni di clausura. "Eravamo tutti insieme in giardino a giocare a palla - racconta Luca, - quando si è affacciato un finanziere, incredulo. Non gli pareva vero che quelli fossero tutti figli miei. Vedendomi serio, alla fine non mi ha chiesto i documenti. Ma mi ha pregato di tenere un distanziamento maggiore…. Vabbè, per quel giorno abbiamo sospeso la partita". "Il lockdown è stato duro perché io sono stato messo in cassa integrazione, ma dal punto di vista familiare è stato positivo, perchè abbiamo avuto l’opportunità di stare tutti insieme. Di solito non capitava quasi mai…". E la didattica a distanza? "Quella sì che è stata un delirio…". Se i grandicelli se la sono cavata bene da soli, per i più piccini è stato faticoso. "Quello di terza primaria sembrava tanto bravo, ma poi abbiamo scoperto che faceva la metà delle cose richieste…", scuote la testa il papà. Per non parlare della disavventura durante l’esame di terza media di Ester. In quel momento, Giosuè ha pensato bene di collegarsi a Netflix per vedere un cartone. E così è saltata la connessione.
«L’esame è andato bene, ma Ester si è arrabbiata non poco col fratellino…". C’è da capirla. Ma come si vive in formato extra-large? "Un grande caos. Il tempo libero per noi non esiste. Meno male che i più grandicelli un po’ aiutano. Ma il più delle volte invece di risistemare la cucina dopocena se la danno a gambe…".
 

Elettra Gullè