di Sandra Nistri Il 76% dei tragitti tra casa e lavoro sono effettuati con un mezzo privato. Percentuale altissima quella rivelata dal dato Istat ma molti, all’interno di quel ‘numero’, lascerebbero volentieri l’auto in garage se solo potessero usufruire di mezzi pubblici efficienti. Magari non solo puntuali ma anche green. È anche su questa partita che si gioca la ‘scommessa’ di Autolinee Toscane, dal prossimo 1 novembre gestore unico del trasporto pubblico locale in Toscana, come ha riconosciuto il presidente di AT Gianni Bechelli, ieri pomeriggio, al focus sulla mobilità sostenibile in Toscana, in collaborazione con Anci Toscana e Cispel Toscana, moderato...

di Sandra Nistri

Il 76% dei tragitti tra casa e lavoro sono effettuati con un mezzo privato. Percentuale altissima quella rivelata dal dato Istat ma molti, all’interno di quel ‘numero’, lascerebbero volentieri l’auto in garage se solo potessero usufruire di mezzi pubblici efficienti. Magari non solo puntuali ma anche green.

È anche su questa partita che si gioca la ‘scommessa’ di Autolinee Toscane, dal prossimo 1 novembre gestore unico del trasporto pubblico locale in Toscana, come ha riconosciuto il presidente di AT Gianni Bechelli, ieri pomeriggio, al focus sulla mobilità sostenibile in Toscana, in collaborazione con Anci Toscana e Cispel Toscana, moderato dalla capocronista de La Nazione Cristina Privitera a Expomove alla Fortezza da Basso.

"Stiamo passando – ha detto - da una fase in cui si immaginava al servizio di trasporto come essenzialmente standardizzato a un servizio che ha la possibilità molto concreta di essere più finalizzato all’utente. Questo la tecnologia ce lo consente, un servizio più vicino al cliente e attento alle sue esigenze può far lasciare il mezzo privato a casa". Per questa rivoluzione serve un soggetto in grado di andare in questa direzione e chiaramente risorse economiche:

"La gara fatta dalla Regione Toscana dieci anni fa con la richiesta di innovazione dei sistemi di alimentazione – ha aggiunto Bechelli – è stata una grandissima intuizione ma ha un limite, è appunto di dieci anni fa. Quindi noi rispetteremo gli elementi contrattuali che ci sono imposti, ci auguriamo che ci vengano modificati: alcuni Comuni come Firenze e Livorno, ad esempio, hanno avuto finanziamenti per la possibilità di acquisizione di elettrico. Noi siamo disponibili a collaborare per un ragionamento che riguardi anche il futuro di questa componente".

L’obiettivo, però, è quello di non pensare solo ‘in grande’ ma anche alle singole comunità locali, da qui l’idea di Toscana Autolinee di creare una serie di dipartimenti locali. Se il trasporto pubblico potrà giocare un ruolo fondamentale per una mobilità più sostenibile certamente ci sono altri fattori da tenere in considerazione, dalla "cura del ferro" con gli investimenti fatti dalla Regione illustrati dall’assessore regionale alla mobilità Stefano Baccelli ai punti messi in evidenza dal presidente di Cispel Nicola Perini "uniformità rispetto alle scelte sulla mobilità in tutta la Regione, integrazione dei diversi mezzi di trasporto".

Un progetto di piano urbano della mobilità sostenibile comune a tutta la Regione raccontato dagli assessori alla mobilità di Firenze, Pisa, Livorno e Lucca: "A Firenze – ha spiegato l’assessore Stefano Giorgetti – ogni giorno entrano 270mila veicoli. Il Pums del Comune che abbiamo presentato prevede, entro fine 2022, uno scudo verde con 81 porte telematiche che controllano l’accesso in città vietando l’ingresso ai veicoli Euro 4. Stimiamo che possano così entrare in città il 18% in meno di auto. Stiamo poi lavorando per completare il sistema tranviario". Percorso non semplice quello verso la mobilità green ma da fare in fretta: "Siamo arrivati a un livello di intasamento insostenibile – ha commentato il presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato Matteo Biffoni – ci vorrà coraggio. Quindi puntare anche sulle piste ciclopedonali, sulla mobilità in sharing e pure sui monopattini che chiaramente dovranno essere regolamentati".