Casa, lavoro, alluvione. Ferite di un anno difficile. Betori apre alla speranza: "Non tutto è stato negativo"

A proposito dell’ex Gkn è stato concesso "un tempo ulteriore che non va gettato via". Un pensiero alla guerra e ai carcerati, ma anche alle energie positive di solidarietà e altruismo.

Casa, lavoro, alluvione. Ferite di un anno difficile. Betori apre alla speranza: "Non tutto è stato negativo"
Casa, lavoro, alluvione. Ferite di un anno difficile. Betori apre alla speranza: "Non tutto è stato negativo"

Si è chiuso un anno complicato anche se i gesti di fraternità, generosità e accoglienza non sono mancati, con la speranza che il 2024 porti a una svolta nelle coscienze. I fronti aperti, a elencarli uno ad uno, possono mettere paura. Dalle vittime in Ucraina, "il secondo Natale di lutti nonostante gli appelli del Papa", a quelle in Terra Santa, dove "lo stragismo terrorista e le reazioni di dura repressione che coinvolgono, nell’uno e nell’altro caso, civili inermi, rischiano di cancellare ogni futuro per le relazioni tra due popoli, quello israeliano e quello palestinese", sono tra gli eventi del 2023 che il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori, ha ricordato nell’omelia proclamata per il Te Deum di ringraziamento di fine anno in Cattedrale. Nella stessa occasione ha indicato anche vicende drammatiche fiorentine, come il sequestro della piccola Kata, la crisi della ex Gkn e l’alluvione di novembre. "Non vogliamo dimenticare anche sofferenze e interrogativi che ci hanno toccato più da vicino. - ha detto Betori - Il primo pensiero va ancora una volta alla piccola Kata, che vogliamo continuare ad attendere, ribadendo la convinzione che il suo dramma si è purtroppo radicato all’interno di quel disagio sociale".

Inoltre "nella nostra attenzione ci sono le crisi delle imprese e le sofferenze dei lavoratori, a cominciare dalla vicenda dell’ex-Gkn, per la quale in questi giorni la decisione del giudice, secondo la strada individuata dal sindacato, ha di fatto aperto un tempo ulteriore per trovare una soluzione positiva che ponga fine alla sofferenza di tante persone. Un tempo ulteriore che non va però gettato via. Anche in questo caso ci sono responsabilità da esercitare, da parte di tutti: impresa, lavoratori, sindacati, amministratori locali e governo nazionale. Questo perché la necessaria soluzione produttiva non potrà mai essere degli uni senza o contro gli altri, ma solo insieme".

Sull’alluvione di inizio novembre il cardinale Betori ha parlato di "un evento tragico, che chiede una risposta di rimozione delle cause da parte di chi ha tale compito, ma che esige una ricostruzione del tessuto sociale che dia continuità alla generosa solidarietà che i giorni dell’alluvione hanno fatto emergere, mostrando come non manchino nel nostro popolo energie di bene, soprattutto tra i giovani, da motivare e promuovere".

Betori ha ricordato anche altri "scenari problematici da me richiamati in tempi anche recenti - penso ad esempio al carcere, ai femminicidi, al rispetto in genere della vita, alla denatalità, all’accoglienza dei migranti, alle sacche persistenti di povertà", ma, ha anche detto, "non tutto nel mondo è segnato da negatività", "anche quest’anno ha registrato gesti di fraternità, generosità nel servizio verso i più deboli, accoglienza nel rispetto dell’altro, costruzione di convivenze nella pace".

Betori in tal senso ha rievocato la Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona "dove una moltitudine di giovani è accorsa attorno al Papa" e "c’erano tra loro anche molti giovani fiorentini, che ci ha resi orgogliosi di questa Chiesa e di questa città".

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