Pier Matteo Fagnoni* Vorremmo rivolgerci direttamente al presidente Commisso dopo aver letto la sua lunga intervista di ieri su La Nazione. Alla domanda relativa alla possibilità di fare lo stadio a Campi e al rischio che i fiorentini possano offendersi, lei presidente non rinuncia a esprimere un giudizio sui cinquemila architetti che lavorano a Firenze. Ci sembra che la sua opinione...

Pier Matteo

Fagnoni*

Vorremmo rivolgerci direttamente al presidente Commisso dopo aver letto la sua lunga intervista di ieri su La Nazione. Alla domanda relativa alla possibilità di fare lo stadio a Campi e al rischio che i fiorentini possano offendersi, lei presidente non rinuncia a esprimere un giudizio sui cinquemila architetti che lavorano a Firenze. Ci sembra che la sua opinione derivi da parole prese in prestito. Se avesse trovato il tempo di fare una chiacchierata con noi, magari già nell’estate 2019, dopo il suo arrivo in città, forse oggi ci sarebbe un cantiere a Campo di Marte e il nuovo stadio potrebbe essere una realtà. Invece siamo a ottobre 2020 e se ne continua a discutere. Perché l’Ordine degli Architetti, da molto tempo, propone una soluzione concreta: un concorso di progettazione per poter avere lo stadio più bello, funzionale, economicamente sostenibile. Incontriamoci, e le spiegheremo con calma

che a noi non interessa che il progettista del nuovo stadio sia fiorentino, a noi interessa che lo stadio possa essere un motivo di orgoglio per la città di Firenze, un manifesto della cultura architettonica. Riguardo al fatto che gli architetti fiorentini si possano offendere o essere invidiosi, le diciamo con certezza che non è questo il sentimento che nutrono i professionisti. I professionisti si offendono invece molto quando avvertono che possa venire a mancare il necessario rispetto. Il reciproco rispetto nasce anche dal riconoscimento del ruolo e dell’impegno che ognuno di noi ha verso il lavoro in cui crede e investe.

I cinquemila architetti non aspettavano lei per lavorare, non crediamo più allo "zio d’America" da molto tempo, ma siamo i primi a dare fiducia a chi vuol investire nel nostro Paese con responsabilità e lealtà, ricambiando con la nostra creatività, professionalità e rispetto

delle regole. Se desidera

un confronto sincero, speriamo di poterla incontrare presto.

*Presidente dell’Ordine

degli Architetti di Firenze