Firenze, 4 maggio 2021 - Una ripartenza vera e definitiva. Che riguardi non solo il mondo che lo vede da sempre protagonista, quello dello spettacolo, ma in generale tutta l’economia del nostro Paese. Come testimonial di questa voglia di ritrovata normalità non ci poteva che essere Carlo Conti, un re della televisione, un personaggio popolarissimo e giustamente amato che ha vissuto personalmente l’esperienza del Covid e che invita tutti a guardare con fiducia al futuro. Non dimenticando però quello che è accaduto e facendo tesoro dell’esperienza. Carlo, un anno fa una ripartenza che però, giudicandola dopo tanti mesi, non è stata vera.
Ora invece auspichiamo che l’Italia volti pagina una volta per tutte.
"E’ l’augurio che ci facciamo tutti con grandi e giustificate speranze. Abbiamo vissuto mesi difficilissimi, tutti i settori hanno accusato un colpo durissimo, in particolare quello dello spettacolo che ha un indotto molto consistente. La voglia di rialzare la testa è tanta e con la volontà si possono fare grandi cose. Ma bisogna usare il cervello".
Quello a cui ti riferisci è che non prevalga la linea del ‘liberi tutti’ perché il Covid è sempre in agguato...
"Esattamente così. La comprensibile voglia di libertà non ci deve trarre in inganno e portarci a sottovalutare un pericolo reale. La soglia di attenzione deve essere massima. Le precauzioni debbono essere applicate con grande scrupolo. Fare attenzione alle regole significa rispettare noi e anche gli altri. Non finirò mai di ripeterlo".



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Per la Toscana come per l’Italia intera estate significa economia, un settore strategico di cui fa parte il mondo del divertimento .
"Nel nostro Paese e a maggiore ragione nella nostra regione economia vuol dire turismo. A me piace sintetizzare gli auspici in un concetto chiaro: in questa estate 2021 dobbiamo essere noi i primi turisti dell’Italia. Pensando e agendo così si torna a far girare la nostra economia e si scoprono luoghi meravigliosi che prima, magari, guardavamo un po’ distrattamente. E’ chiaro, purtroppo, che ci saranno tanti che le vacanze non se le potranno permettere, ma chi ha la fortuna di godersele guardi alla Toscana e all’Italia capendo che abbiamo dei tesori che tutti ci invidiano".
Un concetto da far comprendere a tutti...
"Proprio così. Deve essere ben capito anche dai giovani e dai giovanissimi. L’altro giorno, quando hanno riaperto i musei, ho fatto la prenotazione e ho portato mio figlio Matteo agli Uffizi perché capisca quali e quante bellezze ha Firenze. E questo vale per tutte le città toscane e italiane".
Però è necessario che, nel contempo, la campagna vaccinale abbia quella accelerazione auspicata da tutti.
"E’ un punto fondamentale perché il numero delle vaccinazioni giornaliere e complessive deve crescere. Il ritorno alla normalità e quindi l’impulso ritrovato all’attività economica passa inderogabilmente da lì".
Anche lo spettacolo ha bisogno di tanta comprensione e attenzione per ripartire. Non è così?
"Sì, è così. Mi auguro che lo faccia presto a pieno ritmo, perché questo settore a cui sono particolarmente legato ha davvero pagato a duro prezzo e continua a soffrire. Ci sono tante situazioni, che rimangono nell’anonimato, di persone dello spettacolo che si sono fermate per molti mesi e faticano ad andare avanti. Mi auguro che almeno si possa organizzare un’estate come lo scorso anno anche se ci vorrebbe molto di più e cioè che tutto quello che è intrattenimento potesse funzionare a pieno regime".
Attendiamo l’andamento dei contagi...
"Proprio così. Ci dobbiamo confrontare con il numero dei contagi che è sempre preoccupante. La scommessa difficile ma da vincere è quella di far lavorare lo spettacolo nel miglior modo possibile con minori rischi possibili".