Calenda spinge Funaro: "La coalizione è ok così. I Cinque Stelle servono come le buche a Roma..."

Il leader di Azione attacca i pentastellati ma precisa: "Veti? Solo un consiglio". Su Renzi: "È stato un bravo sindaco, se lo dovrebbe ricordare un po’ di più...".

FIRENZE

"Penso che a Firenze" per le elezioni comunali "la coalizione di Sara Funaro non abbia bisogno del Movimento 5 Stelle, o meglio credo ci sia bisogno di loro quanto delle buche a Roma perché poi se non ne hai bisogno e te li carichi sono quelli che dicono di no a ogni infrastruttura...". Carlo Calenda, leader di Azione (alleata in vista del voto di giugno del Pd, insieme a Sinistra Italiana, Verdi, socialisti, +Europa, laburisti di Spini e Volti) entra alla sua maniera, con le unghie affilate per graffiare bene, nel dibattito politico fiorentino a margine della presentazione del suo libro ’Il patto. Oltre il trentennio perduto’, presentato ieri sera al Niccolini assieme al sindaco Dario Nardella.

Una posizione netta, quella dell’ex alleato di Matteo Renzi che si inserisce nel ping pong di dichiarazioni – ora possibiliste, ora critiche – su una ventilata (ma improbabile) intesa tra Pd e 5 Stelle con i grillini in ingresso nella coalizione di centrosinistra. Posizione tuttavia smussata al termine della presentazione del libro: "Il mio è un consiglio, un giudizio. Se la candidata è brava, è una scelta sua" stabilire il perimetro della coalizione "a patto, però, che non si modifichi di un millimetro un programma fondato sulla capacità di far accadere cose e non sui no a tutto".

L’ipotesi dell’accordo Pd-5 Stelle era sbocciata con forza all’indomani del successo della pentastellata Alessandra Todde, alleata in Sardegna con i dem, con la suggestione di replicare il modello dell’isola anche sulle sponde dell’Arno.

Entusiasmi però subito raffreddati dal Pd in primis, ma anche da alcuni esponenti grillini locali (citofonare al consigliere Roberto De Blasi), per la distanza siderale tra i due raggruppamenti su alcuni temi chiave per il futuro della città e del territorio, quali lo sviluppo della pista di Peretola, il sottoattraversamento della Tav e la multiutility dei servizi quotata in borsa. Tutti progetti in agenda Pd e visti come fumo negli occhi dal Movimento.

Per Calenda insomma la coalizione di Sara Funaro è già forte così com’è (di un ancora possibile ingresso last minute di Italia Viva il leader di Azione non ha voluto dir nulla) e può portare avanti la sua campagna elettorale con fiducia senza ricorrere al cosiddetto ’campo largo’. Per Calenda Sara Funaro "fa parte di una squadra che ha fatto un buon lavoro".

"Una persona – ha aggiunto – per me deve avere valori europeisti e democratici, ma quello che importa è la capacità di realizzare e far accadere le cose. E penso che Sara Funaro abbia tutte queste caratteristiche. Come ce l’ha Dario Nardella, che è un amico e una persona che stimo". "Poi fa parte di un altro partito, peccato, ma chi lo sa come finirà. Questo lo dico cosi’ lo cacciano dal Pd..." ha aggiunto scherzando.

Niente su Renzi? Una battuta, quella sì. Alla domanda ’se il Movimento è come le buche a Roma lui cos’è? " ecco la risposta: "Renzi ha governato Firenze in modo molto buono ed efficace e io, nonostante i miei giudizi politici molto duri, non ho mai negato i meriti di una persona. Matteo è stato un bravo sindaco di Firenze, come è stato un bravo presidente del Consiglio. Se lo dovrebbe ricordare un po’ di più...".

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