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22 gen 2022

Bagno a Ripoli, cade dal tetto della sua ex scuola: gravissimo incidente nel Fiorentino

Il ventenne si era introdotto con un amico nell’istituto Gobetti Volta di Bagno a Ripoli che aveva frequentato. Indagini in corso

giovanni spano
Cronaca
Indagini affidate ai carabinieri
Indagini affidate ai carabinieri

Firenze, 23 gennaio 2022 - Sono gravissime le condizioni di un ragazzo di vent’anni precipitato dallla tettoia della scala antincendio dell’Isis Gobetti Volta, nel comune di Bagno a Ripoli. Il giovane, soccorso in codice rosso, in stato di incoscienza, è dalle primissime ore del mattino di ieri ricoverato con riserva di prognosi a Careggi.

Il dramma a notte fonda tra venerdì e sabato a Nave a Rovezzano. Dopo le 4. Due i ragazzi R.F. e A.L. che si sono trovati davanti al cancello d’ingresso dell’Istituto superiore e hanno deciso di scavalcarlo.
"Vieni, ti faccio vedere la scuola dove ho studiato" avrebbe detto R.F. I due hanno scavalcato e si sono ritrovati nel piazzale della scuola. A quel punto entrambi – la circostanza è stata chiarita poi – si sono issati attraverso la rampa esterna. Che cosa è successo dovrebbe saperlo il compagno dello sventurato ragazzo che forse ha messo un piede in fallo, cadendo da un’altezza ragguardevole. A.L., sgomento, disperato, ha chiamato subito il 118. I sanitari dopo aver cercato di stabilizzare il ferito, che presenta vari traumi, lo hanno trasportato con estrema urgenza a Careggi.

Il suo amico è stato sentito due volte in caserma dai carabinieri; all’inizio, ancora sconvolto da un dramma che rasenta l’assurdo, avrebbe spiegato di essere rimasto giù, insomma di non aver seguito l’amico nella spericolata evoluzione accorgendosi che era successo qualcosa solo dopo aver sentito il tonfo sordo del corpo precipitato a terra. Uscito di caserma, ha cercato di andare a trovare l’amico in ospedale, salvo essere di nuovo contattato dai carabinieri, su precisa indicazione del sostituto procuratore Massimo Bonfiglio. Qualcosa nelle prime dichiarazioni non collimava: il suo telefonino. Nel corso del soprallugo dei militari per ricostruire la dinamica, il cellulare è stato ritrovato lassù, vicino al punto da dove è volato l’amico.

Il ragazzo ha corretto e integrato la propria deposizione. Al momento gli accertamenti sono ancora in corso, il testimone ha escluso che lui e l’amico coetaneo abbiano scavalcato il cancello per poi entrare a scuola e tentare di appropriarsi di qualcosa. Né del resto sarebbero stati riscontrati possibili segni di effrazione.

A.L. ha poi raccontato a ’La Nazione’ le fasi più drammatiche di quella che ha definito "una bravata da pischelli. Siamo entrati nel giardino scavalcando il cancello intorno alle 4. Il mio amico mi ha detto vieni, si va a vedere la scuola dove ho studiato. Siamo stati lassù meno di cinque minuti. Abbiamo dato un’occhiata intorno. No, nessuna intenzione di entrare nella scuola. Abbiamo fatto un piccolo video al volo...".
Poi la drammatica discesa. Io ero più indietro rispetto a lui. C’è una specie di muretto da saltare per arrivare alla piattaforma calpestabile della scala in metallo, il tutto coperto da una tettoia in lamiera. Io nel buio a un certo punto non l’ho più visto, l’ho chiamato forte, più volte, sono sceso giù a rotta di collo e l’ho trovato disteso. Non capisco come abbia fatto a cadere, che cosa sia successo. Ora sono qui, in ospedale però non ci fanno entrare. Ancora i medici non ci hanno detto nulla. Prego per lui".

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