Firenze, 8 luglio 2020 - Un mozzicone di sigaretta e un paio di bicchieri. Parte da qui la caccia all’aut ore - o più probabilmente gli autori, almeno un paio - del furto a casa del campione viola Franck Ribéry.
Nella splendida villa sulle colline di Bagno a Ripoli, i militari del Ris dei carabinieri hanno infatto ritrovato alcuni elementi che potrebbero risultare di grande interesse investigativo.
Ribery, che ha scoperto il furto al suo rientro dalla vittoriosa trasferta di Parma, ha indicato agli investigatori quegli oggetti come non suoi. Segno che son stati lasciati da chi ha fatto man bassa nella dimora incustodita, approfittando dell’assenza del calciatore e della sua famiglia.
Una disattenzione dei ladri che potrebbe consegnare almeno una pista da seguire agli inquirenti, che lunedì hanno passato ore ed ore nella lussuosa residenza violata. Cicca e bicchieri sono stati inviati al laboratorio di genetica di Careggi, per l’isolamento delle probabili tracce di dna lasciate da chi ha fumato quella sigaretta o chi ha bevuto da quel contenitore da asporto. Il passo successivo sarà la comparazione con i dna estrapolati in passato, non solo dai genetisti fiorentini: esiste infatti una banca dati che ogni giorno si arricchisce della ’targa’ scientifica di ogni individuo. Con un colpo di fortuna, se l’autore del furto a casa Ribery avesse già dei precedenti, il dna potrebbe mettere i carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Massimo Bonfiglio, sulla buona strada.
Altrimenti, i dati acquisiti resteranno in deposito, a disposizione di eventuali "match" futuri.
Servirebbe un colpo di genio, come quelli che l’asso francese ha mostrato in campo con la maglia della Fiorentina, per risolvere una faccenda che sta diventando un caso dopo le parole stizzite a caldo dello stesso Ribery e di sua moglie.
Ancora da inventariare l’entità del furto - gran parte delle cose rubate appartenevano alla signora, che si trova con i figli a Monaco -, ma l’ammanco è sicuramente ingente. Resta da capire se gli autori del furto sapessero che la villa, situata nei pressi della frazione ripolese di Capannuccia, fosse abitata dal fuoriclasse della Fiorentina: in quel caso, sapendo della sua assenza per la partita della squadra viola, hanno potuto agire indisturbati. Ieri, Ribéry, che ha postato su Instagram le foto della casa a soqquadro, ha formalizzato la denuncia di furto al comandante della stazione dei carabinieri di Grassina, Livio Mugione.
Ma mentre il popolo viola è spaccato sulle dure parole proferite dal francese, che mettono in discussione anche il suo futuro a Firenze, il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini difende il suo territorio, scelto come residenza da molti viola: tra le colline ripolesi hanno vissuto Socrates, Toldo, Edmundo, Delio Rossi, Paulo Sousa. Oltre a Ribery, ci vive attualmente capitan Pezzella. E’ anche il rifugio da molti anni di Leonardo Pieraccioni e di Dolcenera, nonché di manager, sportivi, attori. "Qualche furto c’è, essendo zona di pregio con tante ville anche isolate – ricorda Casini -, ma i numeri dei furti sono tra i più bassi dell’area fiorentina e in costante calo". Si dice "molto dispiaciuto per quanto accaduto a Ribery, così come lo sarei per qualsiasi cittadino". Numerose le misure per aumentare la sicurezza: alla videosorveglianza e all’uso dei droni, si aggiungerà il ‘targa system’ collegato al sistema centralizzato nazionale del Ministero dell’Interno per la verifica dei veicoli in transito. Il controllo di vicinato, con cittadini-sentinelle formate dalle forze dell’ordine, coinvolge circa 200 persone in 10 gruppi sparsi nel territorio. Ripartirà a breve anche "vacanze tranquille", monitoraggio della polizia municipale delle aree residenziali lasciate più vuote dalle famiglie in ferie. "Il rischio zero non esiste da nessuna parte – ricorda Casini -, ma qui la sicurezza per tutti i nostri cittadini, famosi o non, è una priorità".
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