Borse e abiti appesi in strada: "Vanno in barba ai divieti"

I marciapiedi intorno al Duomo invasi di souvenir, magliette e sciarpe "I commercianti hanno vedette che li avvisano dell’arrivo dei vigili urbani".

Borse e abiti appesi in strada: "Vanno in barba ai divieti"
Borse e abiti appesi in strada: "Vanno in barba ai divieti"

Ore 14 di un giorno di vacanze natalizie, il centro è affollato di turisti e via del Proconsolo, attaccata al Duomo, non fa eccezione, anzi: complice il clima stranamente caldo, sono in tanti a passeggiare. Sui marciapiedi già stretti è difficoltoso passare, con la calca ancora di più. A complicare ulteriormente la situazione, lamentano i pochi residenti rimasti, la brutta abitudine di alcuni negozi di esporre la merce fuori a ingombrare il flusso pedonale. Maglie, felpe, borse, sciarpe, cinture sono appese fuori dalle botteghe gestite perlopiù da commercianti stranieri e sporgono ben oltre il filo del muro, dove già non potrebbero stare. Nel Regolamento di Polizia urbana, proprio un anno fa, infatti fu introdotto un nuovo comma all’articolo 19 che vieta espressamente agli esercizi commerciali di qualsiasi natura l’utilizzo delle pareti esterne degli edifici e degli stipiti delle aperture, quando sono sulla pubblica via, per esporre merci.

"E oggi è meglio del solito, forse sono stati avvisati da una delle loro vedette: abbiamo il fondato sospetto che ci siano persone che controllano quando entrano i vigili nella strada e avvertono telefonicamente gli esercenti connazionali, che si precipitano a tirar dentro la roba. In via dei Servi è la stessa storia", afferma una delle ormai mosche bianche fiorentine che abitano nel luna park turistico.

Qui si ha timore di ritorsioni a esporsi: "Abbiamo fatto più di una rimostranza, ma se ne fregano. E quando passiamo ci danno occhiatacce", continua. Così chi cammina è costretto a continue discese in strada in una via che, seppur in Ztl è continuamente trafficata da auto e furgoni. Un golf-car elettrica piena di turisti tira un’inchiodata: una signora è scesa in carreggiata improvvisamente, non aveva sentito il leggero brusio del motore elettrico; è il rischio da pagare per la mobilità ecologica.

Non è migliore la situazione in via Faenza, nel contiguo rione di San Lorenzo: anche qui sono in diversi i negozi che espongono fuori borse, vestiti, pelletteria.

Torniamo verso la redazione passando da via dei Pandolfini: qui a ostacolare i marciapiedi ci sono due furgoncini , oltre agli onnipresenti bauletti e bici a ogni palo. Svicoliamo su via dell’ Ulivo, anche qui auto sul marciapiede. Solo arrivati in viadell’Agnolo, i marciapiedi sono liberi fino ai viali.

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