Bambini feriti di Gaza curati al Meyer di Firenze

Tre bambini provenienti dalla striscia di Gaza sono stati curati al Meyer di Firenze per i traumi riportati a causa delle esplosioni delle bombe. Sono stati sottoposti a esami per valutare le conseguenze fisiche e psicologiche. Altri sette bambini potrebbero essere curati a breve. La Toscana si è sempre impegnata nell'accoglienza e nel diritto alla salute.

Sono arrivati nel cuore della notte, intorno alle 2 di ieri, per essere curati al Meyer. Tre bambini provenienti dalla striscia di Gaza sono stati accolti all’ospedale pediatrico fiorentino e, da subito, sottoposti nel reparto di Chirurgia a una serie di esami per valutare i traumi riportati, in tutti e tre i casi per il crollo delle loro abitazioni dovuto alle esplosioni delle bombe. Conseguenze fisiche visibili che si uniscono a quelle, meno evidenti ma forse più gravi, di tipo psicologico per cui il Meyer ha già disposto l’attivazione di un sostegno specifico. I feriti arrivati a Firenze direttamente dall’aeroporto di Pisa (altri tre sono stati dirottati invece al Gaslini di Genova) sono un bambino di dieci anni e due adolescenti, fratello e sorella, rispettivamente di 12 e 15 anni. Con loro i familiari per i quali è stato attivato, anche grazie alla Fondazione Meyer, un servizio di mediazione culturale viste le difficoltà legate alla lingua e possibilità di accoglienza.

"Per quanto riguarda la situazione dei due fratelli – ha spiegato ieri Emanuele Gori direttore sanitario dell’azienda ospedaliera universitaria Meyer Irccs - il maschio ha l’esito di una frattura al braccio destro, comunque consolidata, quindi viene valutato dai nostri terapisti riabilitatori per avviare una riabilitazione. Ha poi avuto una frattura cranica, risalente ormai a circa due mesi fa, per cui dovrà fare una risonanza ma sta abbastanza bene. Anche la sorella ha avuto una frattura cranica. ha un ematoma al cervello in fase di stabilizzazione e verrà valutata con una risonanza magnetica nelle prossime ore. L’altro bambino ha invece esiti di una frattura esposta al femore destro che è stata operata a Gaza con un fissatore esterno, ha problemi perché ha avuto un trapianto di cute nell’area in cui ha avuto l’esposizione della frattura e mostra un’infezione cutanea. Stiamo valutando se l’infezione è solo cutanea o anche dei monconi ossei fissati ma, in ogni caso, tornerà in sala operatoria. Stiamo curando anche la mamma dei due fratelli che ha un ascesso cutaneo per cui abbiamo chiesto anche una consulenza all’Azienda ospedaliera Careggi. Lei rimarrà qui però per stare accanto ai figli".

I tre arrivi di bambini da Gaza non saranno però gli unici: il Meyer (una delle tre strutture di eccellenza in Italia scelte insieme al Gaslini di Genova e al Bambin Gesù di Roma), infatti, è stato allertato dal Ministero dell’Interno con la richiesta di poter prendere in cura un massimo di dieci piccoli pazienti dalla Striscia. Altri sette ospiti potrebbero dunque arrivare a breve. Se Gori è stato molto prodigo di particolari medici non si è lasciato andare a commenti sulla petizione per la richiesta di dimissioni di Marco Carrai da presidente della Fondazione Meyer: "Io – ha tagliato corto – rispondo solo a proposito degli aspetti sanitari". Ad accogliere i bambini provenienti da Gaza c’erano il presidente della Regione Eugenio Giani e il direttore generale dell’Aou Meyer Ircss, Paolo Morello: "La Toscana – ha commentato Giani - più volte nel corso degli anni ha allargato le braccia e aperto il suo cuore per accogliere e rendere effettivo il diritto alla salute di chi nel proprio paese non poteva vederselo riconosciuto. Lo abbiamo fatto in occasione di conflitti e gravi emergenze: lo facciamo anche quando emergenze non ce sono, così come investiamo con convinzione nella cooperazione sanitaria internazionale".

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