Un fiaccheraio
Un fiaccheraio

Firenze, 1 luglio 2019 - Non ci stanno, nel loro viso si legge un misto di delusione e rabbia. Delusi perché non riescono a capire perché si voglia cancellare una lunga tradizione, arrabbiati perché vengono accusati dagli animalisti di sfruttare i loro cavalli per fare soldi, incuranti della sofferenza di questi animali.

I fiaccherai fiorentini sono frastornati non capiscono il senso dell’emendamento al codice della strada, presentato dalle parlamentari di Forza Italia, Brambilla e Zanella, per vietare l’uso degli animali nel trasporto pubblico nei centri storici delle città turistiche.

Naturalmente anche Firenze sarebbe interessata dagli effetti di questo emendamento ancora in discussione a Montecitorio e non approvato, nel caso passasse i fiaccherai non potrebbero più fare questo lavoro, ipotesi che preoccupa gli oltre dieci titolari di questa licenza. Il caso lo sta seguendo anche l’assessore di Palazzo Vecchio, Federico Gianassi, pronto ad incontrare queste persone.

Nell’attesa la giornata dei fiaccherai va avanti come al solito, una parte di loro è in attesa dei clienti davanti al Duomo, un altra parte è ferma in piazza della Signoria. Cavalli durante la sosta mangiano la biada, i turisti più coraggiosi tentano di accarezzarli e loro i fiaccherai pensano e si chiedono: come mai ci vogliono cancellare?