ILARIA ULIVELLI
Cronaca

Andrea Ceccherini: “Non ho fiducia in questa classe politica ma nei nostri giovani”

Il presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori e Progetto Città boccia i dirigenti nazionali (di destra e sinistra) che hanno trascinato il Paese "nel pantano dell’immobilismo". Servono le nuove leve

Il presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, Andrea Ceccherini
Il presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori, Andrea Ceccherini

Firenze, 6 agosto 2023 – Il coraggio di non adagiarsi sulle scelte dettate dalle retoriche egemoni. Il Paese è nel pantano dell’immobilismo decisionale e serve una nuova classe dirigente capace di leggere e attuare il cambiamento abbandonando le lenti interpretative del passato, ormai opacizzate. Partire e ripartire dai giovani non è una possibilità ma una necessità. Lo è per Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori e di Progetto Città. Lo lascia intendere nettamente di non avere alcuna fiducia nell’attuale classe politica dirigente a livello nazionale.

Il motivo? E’ quella che ci ha portato nel pantano in cui siamo. La soluzione? Credere e scommettere sui giovani e sulle nuove generazioni per spalancare la porta al cambiamento.

Ceccherini, 49 anni, fiorentino, è un leader indipendente, con uno straordinario network di relazioni internazionali. Per farsi un’idea, solo negli ultimi mesi, nei suoi uffici fiorentini ha ospitato personaggi di grande calibro, dal numero uno della Apple Tim Cook alla presidente della Banca Centrale europea Christine Lagarde. Mantenendo il suo profilo rigoroso e riservato, fuori dal clamore.

E’ proprio la filosofia di Ceccherini a fare da polo d’attrazione per i big internazionali. "Credere nei giovani e nei loro valori", come spiega, dando loro "strumenti" per renderli "sempre più cittadini e sempre meno sudditi, sempre più attori e sempre meno spettatori, per coinvolgerli nella grande arena democratica, da protagonisti, innescando quel cambiamento che rompa il maleficio dell’immobilismo, che solo loro potranno guidare". "Non saranno gli attuali politici a scuotere il mondo, né di desta né di sinistra", ne è certo, Ceccherini. Non c’è molto da interpretare per capire la ragione che ha tenuto Ceccherini alla larga dai partiti di qualsiasi colore. Convinto com’è sempre stato che "quel piccolo mondo antico fosse animato da un sistema di valori che non coincidevano" coi suoi. Non a caso è voluto sempre restare fuori "dalla bolla, dal sistema di potere", in cui ha sempre sostenuto di non sentirsi a suo agio.

Con questo spirito Ceccherini con l’Osservatorio Permanente Giovani-Editori ha voluto dedicare ai giovani due grandi progetti nazionali, divenuti leader nei relativi settori: "il Quotidiano in Classe", per sviluppare il pensiero critico, rendendo le giovani generazioni più padrone di pensare con la propria testa e "Young Factor", per allenarle a cominciare a masticare come funziona il mondo economico e finanziario. Per cambiare devono prima poter capire, conoscere, interpretare.

Andrea Ceccherini, da leader visionario e indipendente qual è, ha il dono di cogliere i segnali di un cambiamento possibile. E lo ha dimostrato nel tempo, mantenendo sempre la sua rotta, nonostante i molti corteggiamenti e i vari tentativi di mettergli addosso una casacca. Tutti andati a vuoto.

L’Osservatorio, la sua creatura più nota, nasce il 5 giugno del 2000, a Villa Cora. Lo prendono per mano gli editori Andrea Riffeser Monti, di Editoriale Nazionale, e Cesare Romiti, di Rcs. E’ il momento della grande svolta e del giovane fiorentino si comincia a parlare in tutto il Paese.

Oggi Ceccherini dalle finestre del suo ufficio nel cuore di Firenze posa lo sguardo attento sulla città e si muove in Europa e nel mondo con la capacità di tessere relazioni, di stringere amicizie e partnership strategiche internazionali. Di dare forza con la forza dei top manager, di menti illuminate del giornalismo e dei colossi di internet, dei potenti delle banche europee, al progetto dell’Osservatorio che cresce nei numeri e nelle ambizioni, coinvolgendo ormai quasi un milione di studenti l’anno. E grossi calibri internazionali sfilano al fianco di Ceccherini: il presidente mondiale di Google Eric Schmidt, il fondatore di Whatsapp Jan Khoum, poi i pezzi da novanta dell’impero Murdoch, come gli eredi James e Lachan (21st Century Fox).

E’ solo del giugno dello scorso anno la firma, a Milano, del "Memorandum of understanding" con cui i quattro governatori delle banche centrali d’Italia, Francia, Spagna e Olanda hanno sottoscritto con l’Osservatorio l’impegno a lavorare insieme per diffondere più educazione economico finanziaria tra i giovani.

Leggere la finanza e interpretare il cambiamento economico è un’abilità da maturare sin dai banchi delle scuole superiori, per questo Ceccherini, nel marzo scorso, ha fatto incontrare ai ragazzi a Firenze la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, che ha raccolto la sua idea di istituire l’eurobarometro per misurare la competenza e il livello di istruzione dei futuri cittadini dell’Unione e una giornata annuale europea dedicata all’educazione economico-finanziaria dei giovani. Un contributo essenziale alla formazione di cittadini pensanti, liberi e indipendenti. Come lui, che da studente al liceo di Scandicci, era diventato rappresentante d’istituto senza abbandonare l’arte della provocazione come stimolo per la crescita: nel pamphlet "Mai di lunedì!" raccontò ai colleghi studenti la battaglia in nome di un’ordinanza del 1971 che vietava le interrogazioni al lunedì e poi lasciò bianche le cento pagine del volume "Scandicci by night: tutto quello che puoi fare a Scandicci di notte". Nulla. Ma è l’inizio di tutto.

Il numero uno di Apple Tim Cook, nel 2019, decide di entrare nell’advisory board dell’Osservatorio di cui già facevano parte e continuano a far parte anche i direttori di New York Times, Washington Post e Wall Street Journal. Cook era rimasto così affascinato dal progetto del Quotidiano in Classe da volerlo importare anche negli Stati Uniti. D’altra parte conquistare i grandi del mondo è un’attitudine naturale per Andrea Ceccherini che ha raccolto i riconoscimenti di tre presidenti della Repubblica. L’ultimo dei quali lo ha nominato anche cavaliere.

Dove porterà questo lavoro? Lo vedremo. Certo che oggi c’è un network internazionale di pezzi da novanta in movimento a favore del cambiamento, per dare ai giovani l’occasione di cambiare il mondo. Preparandosi e formandosi, però. In modo da non perdere l’occasione. Almeno loro.