
I cittadini si sono autofinanziati con l’obiettivo di fare chiarezza sul disastro di novembre 2023. Nominati sei esperti tra ingegneri, geologi e geometri. Il presidente Celli: "Avremo una nostra verità" .
Obiettivo raggiunto: sotto l’albero di Natale il Comitato Alluvione Campi 2023 ‘ha trovato’ i 48.000 euro necessari per la perizia che vuole fare chiarezza su quanto accaduto la notte dell’alluvione del 2023. Non solo, perché, come sempre dichiarato dai suoi responsabili, il presidente Marco Celli e le consigliere Francesca D’Ortenzio e Cinzia Bensi, la volontà è quella di andare anche a ritroso nel tempo. Con un obiettivo ambizioso, quello di verificare cosa è stato fatto e cosa al contrario non è stato fatto negli ultimi cento anni.
"Non per sfiducia nei confronti delle due commissioni attive, quella regionale e quella comunale – spiega Celli -, ma per offrire un supporto al loro lavoro. E per avere, perché no, una nostra verità". Tutto ciò è stato possibile grazie ai 420 cittadini che hanno versato 118 euro a testa (la perizia sarà nominativa), un numero comunque inferiore alle aspettative se si considera che, per esempio, il gruppo Facebook del comitato conta quasi duemila iscritti. E che, come tali, hanno avuto sicuramente dei danni causati dall’alluvione. "L’impegno economico – aggiunge Celli - sarebbe stato diverso se tutti avessero aderito".
Sei gli esperti prescelti: per Sipec Associati, con sede a Sarzana, gli ingegneri Riccardo Marangoni, Simone Ricci e Alessandro Sassi e il geometra Igor Ismari; insieme a loro anche due geologi, Cinzia Lombardi e Maurizio Negri, questi ultimi liberi professionisti per lo studio Tages Geologia-Ambiente-Territorio con sede a Campi e una vasta esperienza alle spalle al servizio di enti e amministrazioni pubbliche, ma anche per privati con incarichi in Toscana e nelle regioni centro-settentrionali.
La valutazione e lo studio degli aspetti ideologici e idraulici saranno svolti dalla Sipec Associati, "con modellazione idraulica – spiegano - e geotecnica del tronco fluviale ritenuto significativo ai fini della comprensione delle dinamiche di deflusso delle portate di piena. Saranno valutate inoltre le condizioni di sicurezza dei manufatti di attraversamento e di difesa delle sponde". L’incarico verrà svolto prima con rilievo topografico dello stato di fatto e successivamente, sulla scorta delle informazioni di carattere geologico e geotecnico grazie agli studi dedicati, "saranno costruiti i modelli idraulici per rispondere alle valutazioni di sicurezza richieste, mentre per la consegna degli elaborati si ritengono sufficienti quattro mesi dell’affidamento". Insomma, subito dopo le festività si parte.