E’ stato un lungo weekend quello di Santo Spirito, la piazza diventata terreno di scontro tra chi chiede di potersi divertire e i residenti stanchi di essere buttati giù dal letto in piena notte. Come se non bastassero le urla e i fiumi di alcol, sempre Santo Spirito è stata scelta dai centri sociali per protestare sia venerdì che sabato contro la decisione della Cassazione che ha confermato la condanna per le persone che protestarono nel 2013 contro Casapound. Tutto è cominciato dopo l’una, nella notte tra venerdì e sabato, quando un...

E’ stato un lungo weekend quello di Santo Spirito, la piazza diventata terreno di scontro tra chi chiede di potersi divertire e i residenti stanchi di essere buttati giù dal letto in piena notte. Come se non bastassero le urla e i fiumi di alcol, sempre Santo Spirito è stata scelta dai centri sociali per protestare sia venerdì che sabato contro la decisione della Cassazione che ha confermato la condanna per le persone che protestarono nel 2013 contro Casapound.

Tutto è cominciato dopo l’una, nella notte tra venerdì e sabato, quando un gruppetto di ragazzi, sul sagrato della Basilica, hanno lanciato alcuni fumogeni e steso un cartello con su scritto: "Sono passati i giorni bui, domani ore 21 Santo Spirito manifestazione non autorizzata". Annunciando la manifestazione che si è tenuta ieri sera. Per gli abitanti si tratta di una provocazione. Anche se i motivi della protesta come spiegato dagli organizzatori sono altri, per chi vive c’è un legame tra la stretta sui controlli richiesta dal rione e la scelta della piazza simbolo dell’Oltrarno come sede della manifestazione.

"Noi non ne possiamo davvero più: sembra che ognuno si senta autorizzato a fare quello che gli pare" spiega Camilla Speranza, una delle abitanti più agguerrite. Lei come il resto del quartiere non ne può più. "Purtroppo - prosegue - nessuno ci ha dato risposte e qui va sempre peggio. L’unica soluzione è un’ordinanza che vieti la vendita di alcol d’asporto se non a chi è seduto nei locali e una chiusura anticipata dei local, la festa alcolica deve finire prima". La comunità dell’Oltrarno, così è stato battezzato il gruppo di abitanti che sta facendo rete contro la movida selvaggia, ha già contattato alcuni legali e sta valutando se esistono gli estremi per presentare una denuncia. Sempre venerdì è stata scarabocchiata una facciata di un palazzo di via dei Coverelli che tra l’altro era sta appena ripulita e il giorno prima la facciata laterale della Basilica, trattata come una specie di lavagna su cui scarabocchiare quello che salta in testa.

Una situazione quella di Santo Spirito preoccupante che non è sfuggita al mondo dell’opinione pubblica soprattutto per il rischio assembramenti. Ieri sera, Stranomondo Agency, attraverso una performance in piazza ha cercato di lanciare un messaggio forte verso quei giovani a cui da sempre si rivolge con i suoi party tra cui il famoso Circo Nero, invitandoli con un linguaggio provocatorio a "divertirsi ma anche volersi bene e fare attenzione". Intanto i locali dell’Oltrarno hanno deciso di dare il proprio contributo alla gestione del problema e di mettersi quindi le mani in tasca e farsi carico dei costi di manutenzione, pulizia e sanificazione dei bagni pubblici della piazza.

Rossella Conte