Al Bargello fra Ghiberti, Verrocchio e Giambologna

Al Bargello fra Ghiberti,  Verrocchio e Giambologna

Al Bargello fra Ghiberti, Verrocchio e Giambologna

L’argento ora brilla negli occhi del San Giovanni Battista di Lorenzo Ghiberti recentemente restaurato che, insieme alle altre due statue, l’Incredulità di San Tommaso di Andrea del Verrocchio e al San Luca del Giambologna ci accolgono nel museo del Bargello. Una mostra temporanea, realizzata con la collaborazione di Firenze Musei e Opera Laboratori che s’inaugura oggi fino al 4 settembre, con lo scopo di offrire al pubblico l’occasione per ammirare l’allestimento di tre opere in bronzo del celebre ciclo scultoreo del complesso di Orsanmichele che rimarrà chiuso al pubblico fino al settembre di quest’anno per lavori straordinari diretti da Tommaso Barni. "Un museo, quello di Orsanmichele, aperto a singhiozzo – ha detto ieri la direttrice dei Musei del Bargello Paola D’Agostino alla presentazione – spesso dimenticato che invece è fondamentale per la storia economica e religiosa della città perché riflette il grande potere che le Arti fiorentine incarnavano ai tempi".

Le tre statue, provenienti da Orsanimichele e ancor prima dalle edicole della facciata orientale di via de’ Calzaiuoli dove oggi sono posizionate le copie, rappresentano l’opportunità di ammirare da vicino la prodigiosa tecnica fusoria di maestri come Ghiberti, Verrocchio e Giambologna. "La mostra – spiega la curatrice Benedetta Matucci – consiste in tre sezioni, dedicate ognuna a una statua diversa, che vogliono evocare, tramite il bronzo, il prestigio delle arti che commissionarono il ciclo scultoreo tra cui quelle più ricche e potenti, l’Arte di Calimala la più antica, dei mercanti che esportavano i prodotti tessili, l’Arte della lana e l’Arte della seta". La scelta delle tre non è casuale. Si parte con il San Giovanni Battista di Lorenzo Ghiberti con la presentazione della formella del Sacrificio di Isacco esposta nel museo. Seguito poi dal complesso dell’Incredulità di san Tommaso del Verrocchio per poi finire con il san Luca del Giambologna.

Ludovica Criscitiello