Addio a Ester ed Edoardo. L’ultimo saluto sulle note dei Pearl Jam. E in cielo volano palloncini

Commozione ai funerali della coppia morta nell’incidente di Natale. Pieve strapiena e grande partecipazione nel giorno del lutto cittadino. Scarperia e San Piero piangono l’altra vittima del pauroso frontale.

Addio a Ester ed Edoardo. L’ultimo saluto sulle note dei Pearl Jam. E in cielo volano palloncini

Addio a Ester ed Edoardo. L’ultimo saluto sulle note dei Pearl Jam. E in cielo volano palloncini

Una giovane donna, appoggiata allo stipite del portone della chiesa piange a dirotto. Dentro un ragazzone con la camicia della divisa delle rievocazioni storiche, amico di Edoardo, che chiede un fazzoletto ed esce con gli occhi umidi. E il singhiozzo lacerante della madre di Ester che quando si alza il suono della cornamusa per intonare Amazing Grace, non riesce a trattenere la commozione. Come non ci riescono tanti tra quelli che affollavano la pur grande pieve di Borgo San Lorenzo E’ stata una giornata piena di lacrime quella di ieri per il capoluogo mugellano. Un giorno particolare peraltro, perché il 30 dicembre Borgo San Lorenzo ricorda le cento e più vittime del bombardamento di ottant’anni fa. Ma ieri la ferita era più sanguinante per la perdita improvvisa di due giovani concittadini, due giovani insegnanti, Ester Raccampo ed Edoardo Lombardi, entrambi ventinovenni, uccisi da un terribile incidente stradale a Bilancino, costato la vita anche al conducente dell’altra vettura, Leonardo Nutini, 58 anni di Scarperia e San Piero.

Dietro i due feretri, giunti dalla cappella della Misericordia, stavano i genitori dei due ragazzi, Elena e Jimmy, borghigiani, e Paola e Luca, di Pistoia. E una folla grande, con tantissimi giovani, ma anche bambini e adulti. Quando le bare dei due giovani, finito il rito funebre, sono state caricate nuovamente sulle auto, per essere trasferite al cimitero della Misericordia, dove entrambi riposano in due loculi fianco a fianco, si sono alzati una decina di palloncini bianchi. E poco prima si erano levati, a commuovere ulteriormente, i pensieri e le testimonianze, numerose, di amici e colleghi di Ester ed Edoardo. Il più toccante, e il primo, quello di Elena Cipriani, la mamma di Ester, che con voce rotta ma con accenti belli di speranza, ha ringraziato tutti, e ha evidenziato che i genitori dei due ragazzi, avevano fatto un buon lavoro e che "ci possiamo vantare di questi due ragazzi meravigliosi". Sì, perché lo hanno poi ricordato in modo sentito gli altri interventi, Ester ed Edoardo, uniti da una professione comune e soprattutto da un amore grande di coppia, erano persone preziose e ricche di umanità.

Il pievano di Borgo San Lorenzo don Luciano Marchetti ha parlato di "dolore sconfinato": "si è aperta una ferita – ha detto rivolgendosi alle famiglie – una ferita che non si potrà rimarginare se non in Paradiso, una ferita che si può soltanto accarezzare".

"Credetemi – ha detto nell’omelia -, anziché trovarmi qui all’altare, preferirei mille volte ridurre al minimo le distanze fisiche per stare il più vicino a voi e piangere con voi le lacrime amare del vostro immenso dolore." Poi però ha usato le parole della fede cristiana, quelle della risurrezione e della vita eterna. E ha usato perfino una citazione tratta da quella canzone che Ester amava, un brano dei Pearl Jam, "Just breathe", e che due amici violinisti hanno intonato quando i due feretri stavano percorrendo la navata centrale della pieve: "I Pearl Jam così cantano: "Hold me ‘till I die / Meet you on the other side". "Stringimi fino al giorno in cui morirò. Ti incontrerò dall’altra parte". E ha concluso: "Lo so per esperienza personale, la fede non elimina il pianto, però impedisce il pianto disperato. Il Signore non vi abbandona e in una maniera misteriosa, ma reale vi aiuterà".

Paolo Guidotti

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