Premio Pozzale, ecco il gran finale. Un ritorno al passato e tante novità

Sabato alle 18 la cerimonia nella Sala Maggiore della biblioteca: spazio anche all’arte e al teatro

Premio Pozzale, ecco il gran finale. Un ritorno al passato e tante novità
Premio Pozzale, ecco il gran finale. Un ritorno al passato e tante novità

EMPOLI

Un’edizione storica, la 70esima, ricca di novità quella del Premio Pozzale Luigi Russo, principale riconoscimento culturale della città di Empoli. La prima riguarda il luogo che sabato prossimo alle 18 ospiterà la cerimonia di premiazione, ossia la Sala Maggiore della biblioteca comunale Renato Fucini. Un ritorno al passato visto che questi stessi spazi, oggi restaurati, hanno già ospitato le premiazioni a più riprese negli anni Cinquanta. La seconda novità concerne invece la formula stessa della manifestazione che andrà oltre la tradizionale consegna dei riconoscimenti, per lasciare spazio anche all’arte e al teatro. I premiati saranno le scrittrici Silvia Ballestra con “La Sibilla. Vita di Joyce Lussu”, Maria Grazia Calandrone con “Dove non mi hai portata. Mia madre, un caso di cronaca” e Igiaba Scego con “Cassandra a Mogadiscio”.

Durate la cerimonia di sabato verrà consegnata anche la menzione speciale “Selezione dei lettori“, assegnata dalla giuria popolare del Premio, composta da lettrici e lettori che hanno segnalato le loro preferenze. Alle 21, poi, spazio allo spettacolo teatrale “Aiutami a dire la memoria!” di e con Giorgio Scaramuzzino, immagini di Ines Cattabriga, liberamente tratto da “Madama Pozzale” di Stefano Massini. Rappresentazione realizzata con la collaborazione della Cooperativa PromoCultura. “La Notte del Premio Pozzale“ inizierà, però, già domani mattina con una serie di incontri con le autrici, rivolti a studentesse e studenti ma non solo.

Infine nello Spazio Soci Bibliocoop del Centro*Empoli è allestito, e visitabile fino all’8 dicembre (tutti i giorni negli orari di apertura del Centro*Empoli), un percorso espositivo realizzato da Unicoop Firenze, composto da sedici pannelli, ricostruisce tutte le edizioni del Premio, partendo dal 1948 ad oggi. Un grande lavoro di ricerca sui documenti d’archivio, di cui sono state recuperate alcune immagini. "A partire dal 1988 abbiamo introdotto giurate donne, che nei decenni precedenti erano state una vera rarità – ci tiene a evidenziare invece il dottor Faso, il più ‘anziano’ giurato del premio, riflettendo proprio sulla composizione della giuria – Non perché donne, ma perché studiose capaci di operare scelte qualificate. Nelle ultime due edizioni, il premio è stato attribuito a due terne di donne, non perché tali ma perché i loro libri sono di grande qualità. Arriviamo perciò col piede giusto a questo appuntamento, in un momento di grande riflessione culturale promosso dal movimento delle donne".