
Una delle foto storiche diventate simbolo dell’epoca
I gruppi di volontari empolesi per la libertà dal nazifascismo è il tema della ricerca del professore Carmelo Albanese, che sarà presentata domani alle 21.15 alla Casa della Memoria di Empoli in occasione del primo appuntamento del calendario delle iniziative per l’anniversario del 2 settembre 2024 intitolato “80 anni libera“. "Il contributo dell’Empolese Valdelsa nell’arruolamento volontario è estremamente significativo. Dei circa 2.500 partenti della provincia di Firenze, oltre 600 provengono da quest’area, da cui partono due scaglioni corposi nel febbraio 1945 – sottolinea Albanese –. Il 3, da Castelfiorentino, salgono su dei camion militari diretti al Centro di addestramento di Cesano 118 volontari provenienti anche da Certaldo, Montespertoli e Montaione. Dieci giorni dopo, il 13, da piazza Gramsci a Empoli partono altri 530 volontari: 264 sono di Empoli, gli altri provengono, tra gli altri paesi, da Certaldo, Vinci, Cerreto Guidi, Fucecchio, Limite e Montelupo". Un nucleo consistente dei volontari empolesi ha un percorso di lotta antifascista lungo, avendo sperimentato anni di carcere; gli stessi sono stati gli animatori del movimento sappista in città, compiendo azioni di sabotaggio e recuperando viveri per la popolazione sfollata. Moltissimi, però, sono giovani e giovanissimi, che si arruolano per una varietà di motivazioni che vanno dalla consapevolezza e disciplina politica, al desiderio di vendetta dopo i bombardamenti sulla città, o, ancora, per il semplice desiderio di avventura.
"In tutti vi è certamente consapevolezza degli obiettivi della scelta che si sta compiendo, e ciò emerge chiaramente dalle testimonianze che sono riuscito a trovare e dalla documentazione che ho reperito perlustrando una molteplicità di archivi locali e nazionali – prosegue il professore dell’Istituto storico Resistenza Toscana –. Diversi volontari, al momento della partenza, sono minorenni, e riescono a partire per la ’complicità’ dei comandanti che conoscono o percepiscono la voglia di riscatto. Parliamo di figure come Dario Del Sordo, che aveva ha appena 15 anni; poi Abdon Mori, Paolo Mancini, Ruffo Maestrelli, Paolo Gimignani, Franco Fiorini, Gianfranco Carboncini, Enrico Ciampolini, tutti nati nel 1929. Un ruolo non secondario nel determinare una partecipazione così numerosa ha il Cln di Empoli che ha organizzato un vero e proprio sistema di sussidi ai familiari dei partenti. Arruolamento, quindi, non solo per una ragione politica ma anche ’pragmatica’, vista l’enorme disoccupazione che c’è in città a causa dell’inattività della gran parte degli stabilimenti industriali".
La ricerca ha affrontato un tema finora poco esplorato dalla storiografia, facendo emergere un quadro di una vicenda non solo interessante sul piano degli studi, ma fondamentale per la storia italiana. "Sul primo aspetto basti ancora ricordare che gli arruolati compiono una scelta priva di costrizioni, mettendo a rischio (alcuni nuovamente) la propria vita, ed effettivamente due volontari cadranno in combattimento: Valfredo Polidori e Guido Guidi – conclude Albanese –. Sul secondo, la partecipazione italiana alla guerra di liberazione, grazie all’apporto decisivo del volontariato, riscatterà l’onore della patria dando un senso diverso a quella cobelligeranza armistiziale che nella formulazione originaria sembrava una resa senza condizioni".
Simone Cioni