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Il nuovo gigante dei gelati. Sammontana e Forno d’Asolo: intesa da un miliardo di fatturato

Dopo l’ok dell’Antitrust, l’annuncio del closing: il controllo operativo resta alla famiglia Bagnoli. Sancito il colosso da 2.500 dipendenti in Italia e all’estero. Nel mirino l’espansione internazionale.

Finalizzata l’operazione economica di fusione fra Sammontana e Forno d’Asolo

Finalizzata l’operazione economica di fusione fra Sammontana e Forno d’Asolo

Il tanto atteso ’matrimonio’ alla fine c’è stato. L’operazione di fusione fra Sammontana e Forno d’Asolo annunciata a febbraio scorso da ieri è avviata a diventare realtà. A comunicarne la finalizzazione dopo il via libera che era stato dato il 26 luglio dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato sono stati gli stessi protagonisti, attraverso una nota congiunta che riepiloga i punti fondamentali dell’accordo di partnership. Il colosso del settore dei gelati e dei prodotti da forno e pasticceria surgelati frutto di questa intesa economica avrà un fatturato di circa un miliardo di euro e 2.500 dipendenti collocati negli stabilimenti presenti in Italia, Francia e Stati Uniti. Accanto a questi dati fondamentali per riassumere la portata della novità nel panorama economico internazionale ma anche italiano e locale, vanno segnalati quelli che sono stati i passi che hanno condotto a questa fusione.

La nuova realtà, ricordano i protagonisti dell’accordo, nasce dalla volontà di sviluppo e dalla visione industriale della famiglia Bagnoli, che ha fondato e guida Sammontana da tre generazioni, e di Investindustrial, gruppo europeo di investimento fondato nel 1990 da Andrea C. Bonomi, nonché del senior management delle società. In aggiunta a tutto questo, la partnership tra la famiglia Bagnoli e Investindustrial consentirà di valorizzare a pieno la forza competitiva di marchi che sono da sempre considerati simbolo dell’eccellenza italiana, quali Sammontana, Bindi, Tre Marie, Forno d’Asolo e Il Pasticcere. Ultimo, ma certo non per importanza, grazie all’accordo proseguirà l’impegno a favore dello sviluppo sostenibile che ha contrassegnato il percorso sia di Sammontana sia di Investindustrial nell’ultimo decennio. L’espansione sul piano internazionale, che rafforzerà la presenza di Forno d’Asolo negli Stati Uniti e nei principali Paesi europei attraverso proprie organizzazioni produttive e distributive, si avvantaggerà dell’esperienza e della rete di Investindustrial per implementare un processo di ‘buy and build’ (cioè comprare un’azienda e accompagnarla a una rapida crescita attraverso acquisizioni successive ndr.) oltre che di crescita organica. Quello attuale è un periodo di grande fermento e di soddisfazione per la Sammontana che, nel presentare il proprio bilancio a inizio luglio, aveva parlato di un risultato ben oltre le aspettative e degli investimenti per ampliare gli spazi produttivi in via Tosco Romagnola. Il 2023, infatti, è stato chiuso con un fatturato di 549 milioni di euro in aumento del 13% e un Ebitda pari a 74,4 milioni di euro ovvero +89% rispetto al 2022. "La performance ha superato le aspettative grazie alla nostra tenacia e al nostro impegno", aveva commentato l’amministratore delegato Leonardo Bagnoli, che poi aveva annunciato, insieme alla famiglia, il progetto pluriennale di ampliamento.

Fran.Ca.