
I gatti ospiti del rifugio “Gli Aristogatti“. sono seguiti dai volontari
di Ylenia CecchettiEMPOLIDopo l’alluvione che lo ha messo in ginocchio, dopo il recente appello lanciato dai volontari per trovare stalli alle cucciolate e contrastare l’ondata di abbandoni, dopo le continue difficoltà strutturali ed economiche, per "Gli Aristogatti" di Empoli arriva l’ennesima minaccia.E stavolta correi sui binari. Dal 1° luglio al 31 agosto partiranno infatti i lavori per il raddoppio ferroviario tra Empoli e Granaiolo, e tra i disagi previsti — oltre allo stop alla circolazione dei treni — potrebbe esserci anche un impatto diretto sul rifugio, che ospita circa 200 gatti stanziali e si prende cura di oltre 300 felini delle colonie del territorio. "Una parte del gattile è già stata espropriata e picchettata, lo sapevamo – spiega Stefano Maestrini, portavoce degli Aristogatti – ma la novità è che, per allargare il sottopasso ferroviario di via Majorana, RFI dovrà collegare le fognature esistenti passando sotto il gattile. Da quanto abbiamo appreso, l’intervento richiederebbe uno scavo a L che sventrerebbe la struttura, abbattendo nuovi locali come infermeria e stanza degenza". La preoccupazione è palpabile. Il gattile — già dichiarato inadeguato da tempo — rischia di essere smantellato prima ancora che si realizzi l’unica soluzione strutturale possibile: la costruzione di una nuova oasi felina. Serve una sistemazione urgente per i gatti. "La priorità è trovare una sistemazione temporanea per i mici – continuano i volontari – e il Comune ci ha garantito massima attenzione e si sta muovendo per individuare uno spazio alternativo durante il cantiere". Da quanto appreso, trattandosi di un’opera statale, ai tavoli di pianificazione e progettazione il Comune di Empoli non sarebbe stato chiamato e l’impatto sul gattile sarebbe emerso solo in un secondo momento. Una "sorpresa" amara per l’associazione, che teme ulteriori disagi su una situazione già precaria: "Ci chiediamo se ci verrà tolto altro terreno o se le vibrazioni comprometteranno la stabilità del rifugio. Se davvero il 60% delle strutture verrà abbattuto, come si intende intervenire?". Ad oggi non esiste una data certa per l’inizio del cantiere sotterraneo. Ma l’incubo è che possa coincidere con la concomitanza dell’apertura dei lavori ferroviari. A peggiorare il quadro c’è poi il paradosso dell’eredità ferma da otto anni. L’assurda vicenda del lascito testamentario è ormai nota. Una cittadina empolese, deceduta nel 2016, aveva destinato al Comune circa un milione di euro tra denaro e immobili, a patto che fossero impiegati per la costruzione di un nuovo canile e gattile. L’eredità è stata formalmente accettata nel 2019, ma a distanza di anni nulla è stato realizzato: le case donate per finanziare il progetto non sono mai state vendute, nonostante un paio di tentativi all’asta. "Il progetto su carta esiste da tempo, ma è bloccato. Nel frattempo, i valori immobiliari sono cambiati e il rischio idrogeologico dell’area si è confermato dopo l’alluvione - dice Maestrini- e siamo alle porte coi sassi".Il gattile è in bilico tra presente e futuro: l’attesa per un cantiere che dovrebbe salvarlo e il rischio di essere danneggiato da un altro. Il terreno non è sicuro, le strutture non reggono più, e i fondi restano congelati.