Corsa del bus da far west: ragazzini terribili sulla tratta Empoli-Siena, autisti esasperati

Pioggia di segnalazioni di episodi violenti, risse e aggressioni verbali . Conducenti-vittime: "Mi hanno insultato per 15 minuti con cori da stadio". I lavoratori alzano la voce: "Non siamo tranquilli, vogliamo più tutele"

’Corsa’ da far west. Ragazzini terribili sulla tratta Empoli-Siena. Autisti esasperati

’Corsa’ da far west. Ragazzini terribili sulla tratta Empoli-Siena. Autisti esasperati

Empoli, 4 luglio 2024 –  "Questa tratta è il far west". Non usa mezzi termini uno degli autisti che spesso si trova alla guida dell’autobus che svolge il servizio notturno sulla ’rotta’ Empoli-Siena, ovvero il servizio su gomma sostitutivo a quello ferroviario che si interrompe dopo una certa ora. La corsa parte alle 23.55 dalla stazione empolese e, attraversando tutti i centri urbani della Valdelsa, arriva nel capoluogo senese intorno all’1.20. "Durante l’inverno la situazione è tollerabile, ma d’estate e in particolare nel fine settimana ci troviamo a gestire scene fuori controllo. A bordo salgono gruppi di giovani, ragazzi dai 17 ai 23 anni, che trascorrono la nottata in giro. Urlano o litigano fra di loro e spesso si mettono ad offendere il conducente. Un mese e mezzo fa – racconta l’autista – da Empoli a Castelfiorentino ho dovuto subire 15 minuti di insulti intonati con cori da stadio da 3-4 ragazzini. Non ho reagito, ho mantenuto la calma e la concentrazione alla guida. Sull’autobus c’erano anche altri passeggeri che si lamentavano e cercavano di tenersi alla larga".

Dalle parole i ragazzini terribili sono passati anche ai fatti. "Una volta sono stati lanciati sassi all’autobus. Il collega che era alla guida si è talmente spaventato che ha chiesto di non lavorare più su quella tratta". Gli autisti di Autolinee Toscane hanno puntualmente segnalato gli episodi all’azienda e ai sindacati. "Al momento non è cambiato nulla – dice l’autista – Personalmente sono terrorizzato all’idea di fare questa linea, perché vige l’insicurezza del conducente, si viaggia con mezzi che non permettono le giuste misure protettive che isolano il lavoratore, come la cabina chiusa. Mentre uno guida può essere vittima di una qualsiasi aggressione verbale o fisica senza la possibilità di difendersi o mantenersi in sicurezza anche per l’incolumità degli altri passeggeri. Io vado a lavoro per vivere, vado a lavoro e lo faccio perché mi piace, e chiedo solo di poterlo fare nella maniera più sicura possibile. Come ogni azienda ci ricorda i nostri doveri noi dobbiamo ricordare i loro per garantire i nostri diritti".

Un altro autista ha anche dovuto fare assistenza ad altri passeggeri perché spaventati dai comportamenti turbolenti di alcuni ragazzini. "Sono saliti a Empoli - ricorda –. Gli animi erano già surriscaldati perché uno di loro aveva fatto degli apprezzamenti a una ragazza del gruppo. Sull’autobus se le sono promesse e appena sono scesi a Castelfiorentino è scoppiata una maxi rissa. Quelli che erano sul bus si sono incontrati con altri coetanei che erano vicini alla fermata. Hanno iniziato a prendersi a botte, volava di tutto anche bottiglie di vetro. Lì vicino c’era una mamma con il figlio che avrà avuto 4-5 anni, doveva prendere l’autobus per andare a Certaldo. Tremava di paura e mi ha chiesto di aiutarla a salire. Naturalmente ho fatto in modo che prendesse posto sul mezzo con il bambino senza che le succedesse nulla. È stata una scena per certi aspetti straziante. Purtroppo, questi episodi si verificano di frequente in questa corsa notturna – sottolinea il conducente – A borgo salgono ubriachi e drogati. Qualcuno ha orinato anche sui sedili. Ci prendiamo insulti e minacce senza motivo e se proviamo a chiedere il biglietto in cambio riceviamo solo offese. Francamente siamo stufi di tutto questo. Vogliamo essere tutelati, vogliamo lavorare in sicurezza per noi stessi e per tutti i passeggeri".

Irene Puccioni