Monica Pieraccini
Economia

Rincari dell’autunno 2023: per le famiglie stangata da 2mila euro

Secondo l'osservatorio Facile.it e Consumerismo no profit sono in aumento prodotti alimentari, Rc auto e moto, carburanti, bollette

Portafogli vuoti per i rincari

Portafogli vuoti per i rincari

Firenze, 3 ottobre 2023 – Non sarà un autunno facile per le famiglie, alle prese con rincari di ogni genere. Anche se l'inflazione rallenta, per la Toscana resta al +5,8% (ad agosto 2023 rispetto allo stesso mese 2022), lontano ancora da quel rincaro prezzi 'fisiologico' che si dovrebbe invece attestare al +2% l'anno. E proprio con l'obiettivo di far scendere l'inflazione, la Bce ha deciso di recente per un ulteriore aumento dei tassi di interesse. Il che però fa lievitare il costo del denaro, con un incremento per mutui a tasso variabile e prestiti personali che, secondo l'indagine di Facile.it e Consumerismo No profit, sono in aumento rispettivamente del 44% e del 19%. Non solo, sono poi da sostenere i rincari dell'Rc auto e moto, quelli dei carburanti e delle bollette di luce e gas. Aumenti anche per chi decide di trascorrere un fine settimana in Toscana. Per esempio a Firenze si spendono circa 740 euro a coppia, sommando le spese per soggiornare in un b&b, il viaggio in treno e per i pranzi e cene fuori, con un incremento del 25% rispetto ad un anno fa. Queste le stime dei rincari d'autunno dell'osservatorio Facile.it e Consumerismo No profit.

Assicurazioni auto e moto

Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, nel corso del mese di settembre 2023 il premio medio Rc auto calcolato nella regione Toscana è stato di 628 euro. La variazione rispetto a sei mesi fa (quando si spendevano poco meno di 549 euro) è del +14%. L'aumento rispetto ad un anno fa è di quasi il 29%. Va peggio per chi si sposta su due ruote: in Toscana il costo medio della polizza moto è stato di 446 euro, quasi il 50% in più rispetto ad un anno fa, quando si spendevano meno di 300 euro.

Carburanti

Prezzi in aumento anche per benzina e diesel. Nella settimana dal 18 al 24 settembre 2023 emerge che per fare il pieno, in media, è costato il 21% in più rispetto all’anno prima per un’auto a benzina, il 10% in più per una a diesel.

Luce e gas

Ad agosto 2023 una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso per la bolletta elettrica 54 euro, il 18% in più rispetto al 2019, mentre per il gas ha pagato 106 euro, il 27% in più rispetto a ad agosto 2019. Lo scorso mese la tariffa del gas nel mercato tutelato è cresciuta del 2,3% e ulteriori aumenti potrebbero scattare in autunno e in inverno, quando la temperatura calerà.

Mutui

Le rate dei mutui sono una delle voci di spesa cresciute maggiormente nell’ultimo anno. Chi ha già stipulato un finanziamento a tasso fisso prima dell’aumento degli indici può stare tranquillo. Lo stesso non si può dire per chi ha un mutuo variabile o chi ha intenzione di acquistare casa nei prossimi mesi. Secondo l’analisi di Facile.it, un finanziamento medio a tasso variabile sottoscritto all’inizio dello scorso anno, ha visto crescere la rata dai 515 euro di settembre 2022 ai 740 euro di settembre 2023, con un aggravio di 225 euro (+44%). Il picco degli aumenti, però, è previsto entro fine anno, quindi dal 2024 in poi gli indici dovrebbero stabilizzarsi per poi, molto gradualmente, tornare a scendere.

Prestiti

Anche il mondo del credito al consumo ha risentito dell’aumento generale del costo del denaro, che si è tradotto in un incremento dei tassi di interesse proposti alla clientela. Guardando alle richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it, per un prestito da 10mila euro da restituire in cinque anni, il tasso (Tan) medio è passato da 7,96% di settembre 2022 a 9,51% di settembre 2023, con un aumento del 19%. In termini di rata, si tratta di circa 7 euro in più al mese che, calcolati su tutta la durata del finanziamento, si traducono in un aggravio di circa 420 euro.

Carrello della spesa

Resta caro anche il carrello della spesa. Nell'ultimo anno hanno registrato aumenti record lo zucchero, l'olio d'oliva, le patate, i pomodori, il riso, il latte conservato, gli omogeneizzati e il pane confezionato, con un incremento medio del 24,5%. Secondo Consumerismo No Profit, considerando che la spesa media settimanale per un nucleo di quattro persone si aggira intorno a 120 euro, significa che per riempire il carrello dei beni essenziali di prima necessità occorrerà spendere circa 480 euro al mese, pari a 5.760 euro l’anno, con un aggravio di oltre 1.100 euro rispetto al 2022.

Ortofrutta

Sui rincari dell'ortofrutta pesa l'inflazione climatica, cioè quel fenomeno per cui gli eventi climatici estremi, come quelli avvenuti in primavera e ad inizio estate, hanno conseguenze negative sui prezzi dei prodotti, anche a molti mesi di distanza. A livello nazionale, calcolano Facile.it e Consumerismo, da inizio anno ad agosto 2023 sono stati acquistati poco più di 2 milioni di tonnellate di frutta e verdura e, guardando ai soli primi cinque mesi del 2023, a causa degli aumenti si registra un ammanco dell’8%, pari a 169 mila tonnellate. “Questo sta ad indicare - spiegano Facile.it e Consumerismo - che gli italiani rinunciano sempre più a frutta e verdura a causa degli aumenti che si percepiscono quasi istantaneamente ogni volta che si va a fare la spesa”. Mediamente l'ortofrutta è rincarata del 20%, ma alcuni prodotti risultano essere particolarmente più cari. Tra questi pere, susine, pesche, mele, cipolle, patate, carote, zucche e radicchio. Solo per frutta e verdura l'aggravio delle famiglie è di 8 euro al mese su una spesa media di 40 euro a settimana, per un totale di 96 euro in più l'anno.