L’estate maleducata. Con le moto d’acqua sugli scogli di Giannutri: "La multa? E’ inutile"

Lo yacht Opera (da 450 milioni) appartiene a uno sceicco. L’amarezza del presidente dell’Arcipelago, Sammuri: "Molto meglio il sequestro temporaneo dei mezzi nautici"

Lo yacht «Opera» dello sceicco Al Nahyan

Lo yacht «Opera» dello sceicco Al Nahyan

Isola del Giglio (Grosseto), 27 luglio 2023 - Forse tentare l’attracco con uno yacht lungo 146 metri gli era sembrato eccessivo. Probabilmente, gli sarà venuto il dubbio che – in effetti – un simile approccio poteva dare nell’occhio. Così, lo scorso 16 luglio, il proprietario ha chiesto al comandante di parcheggiare un po’ defilato e poi le coste dell’isola superprotetta di Giannutri è andato a vedersele in sella alle moto d’acqua uscite dalla pancia dello yacht. Una gita comunque vietata e le telecamere di videosorveglianza hanno documentato tutto. Per questo il Parco nazionale dell’Arcipelago ha presentato denuncia attraverso la Capitaneria di Porto.

Bene, anzi benissimo, ma la sensazione è che se l’autore del gesto non ha una sensibilità ambientale vera (e fare quindi un po’ di ammenda con la propria coscienza) l’eventuale sanzione economica lo preoccuperà meno di niente. Il proprietario dello yacht in questione (che si chiama «Opera»), infatti, è Abdullah bin Zayed Al Nahyan, di mestiere fa lo sceicco di Adu Dhabi e come secondo lavoro il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti. Lo yacht con il quale è arrivato anche davanti alle coste maremmane è il decimo più costoso al mondo (prezzo di listino, optional compresi: 450 milioni di euro), batte bandiera delle isole Cayman, naviga con 80 persone di equipaggio, è dotato di un ampio beach club, di due piscine e anche di due eliporti, uno sul ponte di prua e l’altro a poppa. Dice Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell’Arcipelago: "La multa? Ma lo sceicco l’isola di Giannutri potrebbe comprarsela...". Come dargli torto, al presidente? Vabbé, speriamo appunto nella sensibilità ambientale...

"Servono sanzioni più efficaci per chi viola le norme ambientali, pagare una multa anche di qualche migliaio di euro non è un deterrente in grado di spaventare chi si muove con un super yacht".

Il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri ha le idee chiare su quanto accaduto alcuni giorni fa all’isola di Giannutri, con le moto d’acqua partite da una grande imbarcazione di lusso ed entrate nelle acque protette del Parco.

Perché servono nuove sanzioni?

"La multa che sarà elevata equivale al costo di un metro di navigazione di questi maxi yacht. Non può essere in grado di scoraggiare questi comportamenti. Si tratta di norme stabilite anni fa che potevano avere una logica con gommoni e piccoli motoscafi, ma non bastano certo a fermare chi ha yacht da decine di milioni di euro".

Che cosa si può fare?

"Ad esempio si potrebbe stabilire di agire con il sequestro temporaneo dei mezzi nautici che violano le norme. Un conto è una multa che, avendo una grande disponibilità finanziaria si può pagare senza problemi, un conto sequestrare per alcuni giorni, nel pieno della stagione, i mezzi nautici. Probabilmente il sequestro ha un valore deterrente maggiore".

Ma non è che i limiti per le imbarcazioni sono troppo pesanti?

"Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è nato 27 anni fa e in questo periodo ha svolto un’azione non solo di tutela, ma di valorizzazione delle isole e del mare che è andata a beneficio di tutti. L’ambiente è migliorato e anche le attività turistiche hanno avuto di riflesso maggiori introiti. Abbiamo avvistato di nuovo la foca monaca a Capraia, ci sono diverse nidificazioni di tartaruga marina caretta caretta nelle isole e sulla costa, ci sono cetacei e una buona salute generale del sistema. Le isole hanno bisogno di protezione, non possiamo riempire la rada di Pianosa o Giannutri di centinaia di barche, sarebbe un impatto troppo grosso. Anche l’avvicinamento alla costa di Giannutri con le moto d’acqua non va bene, il rumore è troppo alto".

Ma come si può visitare le isole dell’Arcipelago se poi è difficile avvicinarsi con le barche?

"Serve equilibrio. Come Parco abbiamo aumentato le quote di persone che possono visitare un’isola davvero particolare e stupenda come Montecristo. A Pianosa si può fare il bagno e visitare l’isola con le guide. Chi viene all’Elba, al Giglio e nelle altre isole non rimane certo bloccato dalle norme di protezione ambientale, si gode il mare e la vacanza in tranquillità. Abbiamo solo alcune regole che servono a tutelare un patrimonio che abbiamo il dovere di conservare per i nostri figli".

Come fate a difendere questo patrimonio?

"C’è un sistema di 80 telecamere che sorveglia Montecristo, Giannutri, Capraia, Pianosa. Elba e Giglio non hanno telecamere, ma sono realtà con pattugliamenti continui di guardia costiera, finanza, polizia e carabinieri. Le telecamere sono molto efficaci. Ne abbiamo anche alcune con sensori termici in grado di monitorare la situazione nelle ore notturne. Poi è importante l’informazione. Devo dire che specialmente negli ultimi anni c’è una maggiore coscienza ecologica da parte di tutti, a parte pochi casi che denunciamo e facciamo sanzionare".