Firenze, 8 aprile 2021 - L’arrivo delle dosi col contagocce rallenta la vaccinazione. La doccia fredda martedì sera con la notizia dello stop all’invio di AstraZeneca, usato per gli anziani nati fra il 1941 e il 1951. Quelli che vengono vaccinati in massa nei grandi hub e che fanno salire i conteggi delle somministrazioni.

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Così la giornata di ieri, in cui la Toscana ha raggiunto la quota di 40mila dosi somministrate in un giorno fra Pfizer, Moderna e AstraZeneca (il dato è stato fornito dal governatore Giani in Consiglio) è diventata anche l’ultima nella somministrazione ai toscani fra i 70 e i 79 anni, prima di uno stop di una settimana. Ieri vaccinate le persone prenotate per il 1° aprile, che avevano dovuto rinviare per il mancato arrivo delle dosi. Per gli altri il portale resta chiuso. «La prossima consegna di AstraZeneca – ha spiegato Giani - dopo il 14 aprile e solo per circa 9mila dosi.

Michele Emiliano (Ansa)

Per la macchina organizzativa è una goccia". Anche perché quelle dosi verranno quasi interamente assorbite dai richiami per il personale sanitario. Da oggi si fermano i grandi hub (tranne poche fiale di Moderna ai fragili) con alcune eccezioni: domenica 10 e lunedì 11, in un centro vaccinale per provincia, più Empoli, dovrebbe scattare il "soccorso" delle Asl ai medici di famiglia, con 10mila prime iniezioni di Pfizer agli over 80. Saranno i medici a concordare con la Asl chi vaccinare, nei casi in cui le vaccinazioni negli ambulatori siano indietro. Oggi i dettagli. I dottori intanto vanno avanti a pieno ritmo, con l’obbiettivo di somministrare a tutti gli over 80 la seconda dose entro metà maggio.

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Le dosi Pfizer non mancano e si stanno inoculando i vaccini (100mila) arrivati martedì. Di questi, circa 81mila sono andati ai medici di famiglia, 3mila all’Asl Toscana Nord Ovest per vaccinare a domicilio, gli altri da organizzare in base all’andamento. Nessun nuovo arrivo a breve per Moderna (per i super fragili).

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L’ultima tranche di 40mila dosi è arrivata la settimana scorsa, già suddivisa: 15mila sono andate ai richiami e 20mila a nuove somministrazioni. Fra quest’ultime, 10/15mila sono state riservate ai soggetti fragili della categoria A, che avevano bisogno di conciliare la vaccinazione con le terapie (si tratta di pazienti che sono stati o verranno chiamati dalla Asl e che hanno patologie oncologiche, autoimmuni e immunodeficienze primitive, neurologiche, trapianto di organo solido o di cellule staminali emopoietiche). Cinquemila le dosi inserite ieri sul portale che però ha attivato molti più posti: 30mila. Venticinquemila appuntamenti fissati fra il 23 aprile e il 7 maggio, con la speranza che le dosi arrivino.