Firenze, 11 aprile 2021 - Le ultime 48 ore sono state piuttosto sorprendenti per la Toscana in quanto a scelta del suo colore anticovid: infatti alla vigilia della valutazione romana sulla situazione della regione c'erano due gruppi di dati davvero contrastanti. Da una parte gli indicatori fondamentali (come l'indice di contagio Rt e l'incidenza sotto i 250 positivi la settimana ogni 100mila abitanti) che rientravano nel calcolo per la zona arancione, dall'altra l'indicazione dell'Istituto superiore di sanità sul "rischio alto" per la Toscana e i numeri degli ospedali. Numeri ben più che preoccupanti: tanti, tantissimi ricoverati, terapie intensive piene, personale stremato. Un esempio su tutti: sabato il presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus di Firenze, il dottor Giancarlo Landini, ha spiegato che fra Careggi e l'ospedale nel cuore del centro storico fiorentino ci sono 500 pazienti Covid, che il 30-40% ha bisogno di ventilazione e che il generale Figliuolo aveva appena esaudito la richiesta di 40 ventilatori in più. Senza contare il particolare davvero agghiacciante: la necessità di distribuire i pazienti fra i reparti perché altrimenti il sistema di distribuzione del'ossigeno andrebbe in tilt, tanto ne serve ogni giorno. Lo stesso Ordine dei Medici di Firenze ha difeso la scelta di lasciare la città metropolitana in zona rossa.

CORONAVIRUS TOSCANA, IL BOLLETTINO DEI CONTAGI DELL'11 APRILE

I numeri dei ricoveri sono pesanti, ma negli ultimi due giorni hanno mostrato una tendenza alla diminuzione: sfiorati i 2mila, sono tornati a 1.974. Purtroppo invece le terapie intensive non sembrano scendere: sono 286 i pazienti ricoverati a sabato, molto vicini a quel 298 che fu il triste record raggiunto a novembre durante la seconda ondata del coronavirus.

Alla fine è passata la linea della Toscana arancione, ma con un cuore rosso delineato dai confini scelti dal presidente Eugenio Giani: le province di Firenze e Prato (i due capoluoghi più popolosi della Regione e fra le prime tre città dell'Italia centrale) e due "appendici", i comuni della Zona del Cuoio pisana e un gruppo di municipalità della Valdelsa.

Toscana arancione. In rosso Firenze, Prato e alcuni comuni delle province di Pisa e Siena

CHI RESTA IN ZONA ROSSA: LA LISTA DEI COMUNI E DELLE PROVINCE

LE DIFFERENZE FRA ZONA ROSSA E ZONA ARANCIONE

LE REGOLE IN ZONA ROSSA 

E ora cosa accadrà? La tabella di marcia prevede un monitoraggio certosino dei dati nei prossimi giorni, anche perché se l'indice Rt non preoccupa un granché (è intorno-sotto l'1, quando è 1,25 il limite oltre il quale scatta la zona rossa), l'indice di contagio è invece più alto, intorno a 230 positivi la settimana ogni centomila abitanti con il limite a 250. Venerdì sarà il ministro Speranza a decidere, sentiti i tecnici, se la Toscana resterà arancione e tutti auspicano che nei prossimi giorni quantomeno la curva non cresca più, che almeno si stabilizzi. A quel punto però - e parliamo di sabato 17 - sarà Giani a dover decidere cosa fare delle zone rosse. Se istituirne di nuove  e se prolungare quelle in essere.

Giani

"Noi abbiamo una Toscana che è in zona arancione sulla base di quelle che sono le valutazioni dell'rt che e' molto basso per la zona arancione e del contagio che e' di 230" su centomila abitanti - ha detto Giani a margine di una iniziativa a Livorno - Però vi sono delle aree problematiche. Lo stesso ministro Speranza quando ci siamo sentiti nel comunicarmi questa situazione ha constatato che vi era la preoccupazione per l'alto rischio negli ospedali: terapie intensive e ricoveri sono ancora molto alti in Toscana. Ecco che allora abbiamo identificato le aree più problematiche dal punto di vista proprio degli ospedali per portare in zona rossa due province, quella di Prato e la città metropolitana fiorentina, e alcuni Comuni che sono contigui: il comprensorio del Cuoio, l'alta Valdelsa. Naturalmente essendo una zona rossa che io ho sottoscritto per uno scopo preventivo negli ospedali ho ritenuto che cinque giorni fossero congrui per valutarne gli effetti e quindi sabato 17 aprile, alla fine della settimana, per consentire comunque di vivere un fine settimana più sereno e più libero, noi faremo una verifica e se la situazione dei ricoveri e delle terapie intensive avrà vissuto quel processo di riduzione che ci auspichiamo anche queste due province e questi nove Comuni, potranno adeguarsi alla zona arancione che ha la Toscana".

Le seconde case

L'ordinanza firmata sabato da Giani cancella quella del 22 gennaio e modifica quelle di fine novembre-inizio dicembre riguardo agli spostamenti verso le seconde case. In pratica da lunedì sarà possibile raggiungere liberamente le seconde case in Toscana, per tutti, senza più limitazioni. Un provvedimento che fa felici molti proprietari di seconde case, finora impegnati a pagare le tasse su un bene a loro precluso, dall'altra alcuni sindaci di località vacanziere che hanno storto il naso ritenendo che sia troppo presto per un bomba libera tutti. 

Luca Boldrini