ERIKA PONTINI
Cronaca

Centro rimpatri migranti, il prefetto: "Se la Toscana non firma il patto perde i soldi del decreto Cutro"

Il commissario straordinario Valerio Valenti spiega tutti gli effetti che provocherebbe il no: "I prefetti non potranno disporre l’aumento delle quote a straniero destinate ai gestori dei centri"

Migranti in partenza da Empoli a Firenze (Foto Germogli)
Migranti in partenza da Empoli a Firenze (Foto Germogli)

Firenze, 9 maggio 2023 – Prefetto Valenti, a Firenze in qualità di capo del Dipartimento per l’immigrazione del Viminale ha incassato il no deciso della Toscana all’adesione dell’emergenza migranti. E’ così?

"Il presidente Giani ha detto che sottoporrà la questione ma l’assessore Ciuoffo è stato chiarissimo: non firmiamo".

Senza firma, cosa cambia?

"I prefetti della Toscana non potranno usufruire delle deroghe previste dall’ordinanza già adottata lo scorso 16 aprile, ovvero la possibilità di corrispondere ai gestori delle strutture non più solo i 33 euro previsti ma quote maggiori a migrante, a seconda delle esigenze e della valutazione dei prefetti".

Firenze lamenta il problema del numero eccessivo di minori non accompagnati (450 dei 900 totali in Toscana), la misura economica vale anche per loro?

"Sì, con la imminente ordinanza che in settimana vedrà la luce, si potrà arrivare a 100 euro, contro gli attuali 60".

E’ solo una questione di soldi?

"No, il Governo ha previsto anche la possibilità di adeguare immobili delle amministrazioni per accogliere i migranti con le risorse del fondo per l’emergenza: la Toscana, come l’Emilia e la Puglia, saranno escluse. La Campania dopo un confronto con i ministri dell’Interno e della Protezione civile ha aderito".

E la quota migranti?

"I migranti arriveranno ugualmente, anche senza adesione, a seconda degli sbarchi e delle quote stabilite in base alla popolazione residente in ogni regione. Lavoriamo work in progress, a seconda degli arrivi e non possiamo fare previsioni. Gli sbarchi in corso oggi (ieri, ndr) in Calabria, ad esempio, non sono destinati alla Toscana ma i successivi certamente sì".

La Regione Toscana lamenta una cattiva gestione perché ci sono territori, come il nostro, che hanno numeri già più alti…

"E’ una vecchia questione. Anche Lombardia e Veneto, territori che negli anni hanno integrato molti stranieri nel mondo del lavoro, hanno numeri alti ma attualmente la ripartizione avviene in base all’attuale popolazione residente. E’ l’unico criterio oggettivo possibile. Ogni aggiustamento compensativo scontenta qualcuno e avvantaggia qualcun altro. La situazione dei migranti in Toscana è uguale a quella delle altre regioni che soffrono, perché l’impatto dei numeri è significativo".

Molti politici e amministratori toscani si oppongono al Decreto Cutro perché contrari all’annullamento della protezione speciale che non consente ai richiedenti asilo la collocazione nei Sai, ma solo nei Cas?

"Questo non c’entra niente con l’ordinanza di cui si è parlato".

Al tavolo sono state chieste rassicurazioni sull’accoglienza diffusa, ribadendo il no a me ga strutture. Sarà possibile?

"Guardi, a tal riguardo è stato appositamente inserito nell’ordinanza del capo della protezione civile (in corso di pubblicazione, ndr) e in adesione alla richiesta dei territori, che la gestione e quindi anche la scelta della tipologia delle strutture saranno realizzate d’intesa con le Regioni, nonostante la gestione dell’emergenza migranti sia materia esclusiva del Governo. Quindi chi aderisce può concordare sulle singole strutture".

C’è un punto di incontro possibile tra la posizione della Toscana e il Governo?

"Noi siamo disponibili ma non è emersa una proposta su cui aprire un confronto, tuttavia restiamo aperti ad accogliere ogni intervento che, restando nel perimetro della ordinanza, possa darci spunti di intesa".

Poi c’è la questione dei Cpr per i rimpatri: molti, soprattutto dopo il congresso Pd, sono fermamente contrari. Il presidente della Toscana Eugenio Giani ha ribadito il no. Sarà realizzato ugualmente?

"I Cpr non c’entrano niente con l’adesione all’emergenza. Il tema non era in discussione al tavolo. Sono questioni separate anche dal punto di vista formale. Se ritiene, la Toscana può aderire al ‘patto’ e continuare a dire no ai Cpr".

Ma cosa comporterà il no?

"Niente. Il Cpr sarà comunque realizzato in Toscana, come altrove, perché è questa la linea del Governo, con norme ad hoc nel decreto legge immigrazione convertito qualche giorno fa. Nella legge di Bilancio sono stati stanziati 240 milioni per i Centri temporanei di accoglienza, altre risorse sono previste nello stesso decreto legge. Finita questa fase molto emergenziale metteremo mano ai dossier, Toscana compresa".

Avevate individuato l’ex carcere mandamentale di Pescia, è un’opzione sempre valida?

"Gli annunci saranno fatti a tempo debito".

Quando era prefetto a Firenze disse che i Cpr sono indispensabili per la sicurezza delle città e saranno destinati ai migranti autori di reato. E’ ancora di questa idea?

"Assolutamente sì".