La Storia senza pace, le Foibe dividono ancora. Tra Fratelli d’Italia e Pd si litiga sulla memoria

Sabato si commemora l’eccidio degli italiani d’Istria, ma lo scontro è aperto FdI accusa: “Ci sono ancora filtri ideologici”. Nardini: “Parole fuori luogo”

Commemorazione vittime delle foibe
Commemorazione vittime delle foibe

Firenze, 8 febbraio 2024 – Giorno del ricordo, ma anche delle polemiche. Sabato prossimo, 10 febbraio, è la data dedicata alla commemorazione delle vittime delle foibe. Ma non tutti sono d’accordo. L’Anpi per esempio ha sottoscritto un documento congiunto con le associazioni partigiane di Croazia e Slovenia nel quale si sostiene che "dall’entrata in vigore della legge sul giorno del ricordo, è stato promosso un discorso pubblico unilaterale teso a screditare la resistenza italiana e jugoslava".

Ma è davvero revisionismo storico ricordare gli italiani infoibati, circa 20mila tra il ’43 e il 45 e gli esuli che furono accolti in tutta Italia, oltre 300mila? Il caso diventa ovviamente anche politico.

A denunciare la poca determinazione della Toscana e di Firenze a tenere vivo questo tema storico sono i rappresentanti di Fratelli d’Italia, il capogruppo in consiglio regionale, Francesco Torselli e il coordinatore fiorentino Jacopo Cellai.

"Trovo singolare – ha detto Torselli – che la Regione in occasione del giorno del ricordo abbia organizzato un’iniziativa per studenti (domani alle 10 al teatro la Compagnia di Firenze) senza invitare nessun testimone o protagonista dell’esodo. Strano, visto che anche per il giorno della memoria, le emozioni più grandi, il senso di un’epoca, arrivano grazie ai sopravvissuti alla shoah che possono raccontare quanto accaduto. A Firenze e in Toscana abbiamo esuli capaci di raccontare la tragedia che furono costretti a vivere a causa della brutalità dei Titini. Penso che la scelta della Regione ci faccia capire quanto siamo ancora lontani dall’essere liberi di raccontare questo dramma senza filtri ideologici".

A Firenze invece, su iniziativa del consiglio comunale e dell’assessore alla Memoria, Maria Federica Giuliani, sabato alle 15 nella sala Firenze Capitale ci sarà la presentazione del libro In tempo di Pace alla presenza delle autrici Beatrice Raveggi e Daniela Velli e del testimone Claudio Bronzin, esule istriano, centrato sulla strage di Vergarolla a Pola, nella quale rimasero uccisi più di 100 italiani molti dei quali erano bambini, a guerra finita; in tempo di pace appunto.

«Le vittime delle foibe – ha replicato l’assessora regionale alla Formazione, Alessandra Nardini - non meritano né oblio, né strumentalizzazioni politiche. L’inziativa di sabato vede l’intervento di Marino Micich, direttore della Società di Studi fiumani e figlio di esuli; rappresenta la tappa conclusiva di un progetto annuale centrato sul gemellaggio fra studentesse e studenti toscani e studentesse e studenti italiani di Fiume. Un progetto innovativo che mette al centro proprio le giovani generazioni, un progetto di conoscenza storica".

«Le memorie degli esuli – ha detto ancora Nardini - sono parte essenziale del progetto, oggetto dello studio e del confronto svolto con studentesse e studenti partecipanti; altro aspetto centrale è la conoscenza dei luoghi a Fiume e in Toscana che ragazze e ragazzi visitano. Colpisce come alcuni esponenti della destra montino polemiche infondate e fuori luogo, non resistendo al tentativo di provare a rendere patrimonio di parte ciò che è patrimonio di tutti".