
Grandi Firme è il libro in regalo con ogni copia de La Nazione acquistata sabato 12 luglio
Un balcone affacciato sulla nostra storia antica e recente, in un itinerario di memoria, emozioni, testi e immagini. E’ il sentimento che si prova sfogliando il volume “La Nazione Grandi Firme“: pagine che evocano perduti profumi d’inchiostro, che parlano di ritrovate armonie e giustezze tipografiche per dare forma a un’antologia di 36 contributi di esponenti della letteratura, dell’arte e della cultura italiana che hanno scritto per La Nazione dal 1859 – anno di nascita del nostro giornale, il più antico d’Italia per continuità delle pubblicazioni – fino ai giorni nostri.
Il libro, 80 pagine, grande formato, carta patinata, sarà distribuito domani in abbinamento gratuito con La Nazione (consigliata la prenotazione all’edicola di fiducia). Uno sforzo editoriale non indifferente, reso possibile grazie a partner e sostenitori che, in ogni provincia, hanno scelto di sostenere con convinzione questo progetto, a conferma del forte radicamento della nostra testata in tutta la propria area di diffusione (Toscana, Umbria e provincia della Spezia).
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Ma si diceva delle fotografie, che rappresentano un percorso di lettura autonomo e parallelo a quello degli articoli. Se questi ultimi provengono tutti dall’Archivio storico del giornale, custodito in un ambiente climatizzato nello stabilimento di Capalle (Firenze) dove si trova il modernissimo centro stampa con le rotative de La Nazione, le fotografie hanno invece provenienze diverse e sono state rintracciate una ad una per dare un volto a tutti gli autori dei testi contenuti nel volume.
Ci sono ovviamente le immagini dagli archivi dei nostri fotografi: spiccano quelle di New Press Photo Firenze per gli scatti di Alberto Moravia, Indro Montanelli, Mario Luzi, Primo Conti, Anna Banti, Leonardo Pinzauti, Piero Bargellini e Giorgio Luti. Ma anche la foto di Mario Tobino a Viareggio scattata da Aldo Umicini o quella di Pier Vittorio Tondelli, opera dello studio Artioli di Reggio Emilia, fotografo de il Resto del Carlino.
Altra sezione è quella delle immagini provenienti dagli archivi di famiglia (è il caso di Alberto Savinio, Marcella Olschki, Emilio Cecchi, Alessandro Bonsanti e Geno Pampaloni). Un autentico spaccato di costume è poi offerto dai rari pezzi provenienti dal Gabinetto Fotografico Nazionale - Fondo Nunes Vais. Una collezione che appunto raccoglie gli scatti di Mario Nunes Vais, fotografo fiorentino che tra Otto e Novecento ritrasse centinaia di personaggi noti – oggi diremmo vip – del mondo dell’arte, della letteratura e della società del suo tempo. Nel volume compaiono così le sue foto di Yorick (pseudonimo di Pietro Coccoluto Ferrigni), penna svettante della primissima ora per La Nazione, ma anche di Ferdinando Martini, Jarro (Giulio Piccini), Pietro Mascagni, Giovanni Papini, Yambo (Enrico de’ Conti Novelli da Bertinoro), Amalia Guglielminetti e Aldo Palazzeschi.
Un’immagine è stata messa a disposizione dall’Archivio Storico del Quirinale, precisamente quella di Eugenio Montale, premio Nobel per la letteratura, ricevuto dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat nel 1967.
Quella di Giovanni Spadolini presidente del Senato è invece dell’Archivio Fondazione Spadolini Nuova Antologia di Firenze. O ancora, la foto di un elegantissimo Gabriele d’Annunzio – che firma nel 1927 un inno al pioniere dell’aviazione Francesco De Pinedo –, offerta dal Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera. La foto risale ai tempi della Capponcina, la villa già della famiglia Capponi a Settignano, dove il poeta abitò tra il 1898 e il 1910 e che fu teatro dell’amore con Eleonora Duse, che abitava poco distante.
L’immagine di Luigi Capuana, scattata a Firenze nello studio Semplicini nel 1865 arriva dalla Casa Museo di Mineo (Catania) intitolata al figlio illustre di quella terra, mentre quella di Giuseppe Prezzolini è stata fornita dalla Biblioteca Cantonale di Lugano dove si trova l’archivio dello scrittore. E infine la foto di Vasco Pratolini è del Gabinetto Vieusseux di Firenze.