Luigi Caroppo
Cronaca

Prevenzione e previsione

Danni del maltempo a Viareggio (foto Aldo Umicini)

Danni del maltempo a Viareggio (foto Aldo Umicini)

Firenze, 30 agosto 2025 – Abbiamo avuto nelle ultime settimane l’assaggio della potenza delle piogge di fine stagione. Alberi abbattuti, danni alle strutture turistiche, allagamenti di strade trasformate in torrenti. Paura e rabbia. Il maltempo è diventato davvero un incubo in tutta la regione: sulla costa e nelle isole, nell’entroterra toscano, nelle città e nei territori di confine come Mugello e Val Bisenzio. Si dice che sono gli effetti del cambiamento climatico. Non ci sono dubbi. Ma non può essere più fatalità, non possono essere considerati eventi occasionali, non si può catalogare più come eccezionalità una tromba d’aria o una bomba d’acqua. Concentrazioni di piogge intense in pochi minuti in un territorio limitato: ormai lo scenario è questo. Danni ingenti in un luogo e problemi minimi a pochi chilometri di distanza: ormai succede così.

Di fronte a questo scenario però qualcosa si può fare e si deve mettere in atto. Prima di tutto mettere insieme competenze e responsabilità. Lo ha fatto, ad esempio, il commissario straordinario di Prato Claudio Sammartino che, mettendo al primo posto delle priorità la sicurezza idraulica, ha chiamato a rapporto tutti gli enti coinvolti. E lo farà ogni venti giorni.

Consorzio di bonifica, Protezione civile, Vigili del fuoco, Alia, Publiacqua: tutti convocati per condividere il piano prevenzione con il massimo sforzo possibile. E allora ecco che tombini e torrenti diventano osservati speciali continuamente dando vigore alla pulizia delle strade e ai lavori per liberare argini e greti dei corsi d’acqua. E poi c’è la scienza che dà una mano: il Consorzio Lamma, laboratorio meteo da fiore all’occhiello della Toscana, prevede e dà indicazioni con analisi specifiche su cosa è successo e su cosa potrebbe accadere. E poi c’è l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale che offre una mappa dettagliata fino all’ultimo corso d’acqua.

Insomma gli strumenti ci sono, vanno messi in rete. Per poter dire: finalmente c’è una svolta.