
Curtis Windom
Firenze, 29 agosto 2025 - Nonostante una campagna attenta per salvargli la vita, Curtis Windom, disabile mentale condannato a morte in Florida per triplice omicidio, è stato eseguito nella notte mediante iniezione letale. Da 33 anni era detenuto per crimini per i quali i familiari delle vittime lo avevano perdonato, unendo la loro voce a quella dei tanti che, da ogni parte del mondo, avevano chiesto clemenza per lui, anche per un'assistenza legale riconosciuta non idonea. Solo attraverso santegidio.org sono stati inviati oltre 10.000 appelli. In tanti in Toscana hanno aderito all'appello, comunità religiose avevano pregato per lui e associazioni si erano mobilitate. Il dolore della Comunità di Sant'Egidio: “Ci uniamo a tutti coloro che hanno sostenuto la battaglia per salvare, insieme alla vita di Curtis, l’umanità e la giustizia”. Gli ultimi appelli per la sospensione dell'esecuzione sono stati respinti mercoledì dalla Corte Suprema statunitense. Quella di Curtis Windom è la 30esima esecuzione del 2025 negli Usa, l'undicesima solo in Florida. "Siamo consapevoli che nella sconfitta della morte, tuttavia la resilienza dell’amore e della speranza continuerà a erodere la violenza insita nella pena capitale - spiegano a Sant'Egidio - Anche in nome di Curtis e delle altre persone detenute continueremo ad impegnarci perché si affermino le ragioni della vita e possa crescere il numero degli Stati che approvano la moratoria e l’abolizione della pena di morte nel mondo". La "non idoneità" di Curtis Windom alla pena capitale era stata certificata dai giudici nel 2012. Contro l'esecuzione della condanna si sono battuti anche l’associazione Floridians against the Death Penalty, i vescovi cattolici della Florida, e la figlia Curtisia.