MONICA PIERACCINI
Cronaca

Impianti di riscaldamento, controlli e manutenzioni. Date, scadenze e regole

Da ricordare la verifica annuale e il controllo biennale di efficienza energetica. Sostituzione: si parte da 2mila euro con detrazione fiscale del 65% o 50% in 10 anni

Un tecnico al lavoro su una caldaia (foto di reprtorio)

Un tecnico al lavoro su una caldaia (foto di reprtorio)

Firenze, 16 ottobre 2023 - Tra poco si riaccendono gli impianti di riscaldamento e la prima cosa a cui pensare, per la sicurezza propria e altrui, ma anche per risparmiare sulla bolletta, è la manutenzione. Per questo è importante rispettare le regole che prevedono sia la manutenzione periodica, sia il controllo di efficienza energetica, sul quale cui si paga il bollino da 20 euro alla Regione Toscana. "La manutenzione periodica sugli impianti deve essere fatta – spiega Renzo Nibbi, referente impiantisti termici di Confartigianato Imprese Firenze e Toscana – secondo la cadenza indicata sul libretto di istruzioni della caldaia o altrimenti secondo quello che dice il manutentore. In generale, però, va fatta almeno una volta l’anno".

C’è poi un altro obbligo, che è quello appunto del controllo dell’efficienza energetica. "Per gli impianti termici nuovi – precisa Nibbi – tra i 10 e i 100 kilowatt, il bollino va pagato all’accensione e dopo quattro anni. Poi, la verifica con pagamento del bollino diventa biennale, come per le altre caldaie domestiche". Anche i condizionatori hanno l’obbligo della manutenzione ordinaria e quella dell’efficienza energetica, ma la seconda interessa impianti superiori ai 12 kilowatt, che sono solitamente più potenti di quelli che si possono trovare a casa e che dunque non sono soggetti né all’obbligo del controllo né al pagamento del bollino. Se queste sono le regole di base da seguire, ce n’è un’altra, fondamentale, ed è quella di rivolgersi sempre a tecnici qualificati.

"Una caldaia domestica dura in media una quindicina di anni. Poi va cambiata. Oggi sul mercato – spiega Roberto Laucci, presidente impiantisti termoidraulici di Confartigianato imprese Firenze e Toscana – si trovano caldaie buone a circa 2mila euro. La spesa dipende però anche da quello che c’è da fare per installarla. Spesso, infatti, devono essere eseguiti lavori aggiuntivi all’impianto che, se molto vecchio, ha per esempio un sistema fumario diverso, che non consente di mettere la caldaia a condensazione, di ultima generazione".

Come risparmiare? E’ possibile usufruire del bonus caldaie, che può far recuperare il 65 o il 50% della spesa in dieci anni, sotto forma di detrazione d’imposta. "Non c’è più, invece – sottolinea Laucci – lo sconto in fattura e questo inevitabilmente ha già portato ad un rallentamento nella sostituzione degli impianti termici". Da ricordare, però, che per usufruire del bonus non occorre aver avviato interventi di ristrutturazione o manutenzioni straordinarie o di efficientamento energetico nell’appartamento. E’ sufficiente sostituire solo la caldaia. "Per avere la detrazione al 65% – conclude Laucci - è però necessario inserire nell’impianto il sistema di regolazione cosiddetto a comandi evoluti, mentre se ci si limita al cronotermostato si può usufruire del bonus al 50%".

Controlli e sanzioni

Quali sanzioni rischia chi non effettua la manutenzione obbligatoria della caldaia? Il responsabile dell’impianto, che sia il proprietario dell’immobile o l’inquilino o l’amministratore del condominio, se non provvede ai controlli e manutenzioni rischia una sanzione da 500 a 3mila euro.

Le agevolazioni

Fino a quando sarà ridotta al 5% l’Iva sul gas? Fino al 31 dicembre 2023. Confermato fino a quella data anche l’azzeramento degli oneri generali di sistema. Ciò anche se con l’avvicinarsi della stagione più fredda, il prezzo del gas risulta in aumento (in media +5% a settembre).

Mercato libero

Il 10 gennaio 2024 finisce il mercato tutelato del gas? Ad oggi sì, anche se è allo studio del governo una possibile proroga di sei mesi e fino ad un anno per le famiglie numerose e per quelle con redditi bassi, mentre associazioni dei consumatori chiedono un rinvio al 2025.