Riscaldamenti, le date per l'accensione. Alcuni Comuni possono anticipare

Ecco come funziona in Toscana. Con alcune eccezioni

Un caldaista al lavoro (foto di repertorio)

Un caldaista al lavoro (foto di repertorio)

Firenze, 16 ottobre 2023 - Dopo il piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale, che ha regolato l’accensione degli impianti di riscaldamento per la stagione fredda 2022-2023, da quest’anno si torna alla normalità. In gran parte della Toscana, che rientra nella zona climatica D, si potrà accendere il riscaldamento dal 1 novembre 2023 al 15 aprile 2024, per un massimo di 12 ore giornaliere.

L’anno scorso, invece, l’accensione è stata posticipata all’8 novembre e la chiusura degli impianti era stata anticipata al 7 aprile 2023, per un massimo di 11 ore giornaliere. E a mitigare l’impatto delle restrizioni contribuirono condizioni climatiche miti che,al momento, sembrano ripetersi anche quest’anno.

Ci sono però delle aree nella regione che rientrano invece in una zona più fredda, la E, e altri in ua zona più calda, la C. Sono compresi nella E, tra gli altri, Fiesole, Marradi, San Godenzo, Barberino di Mugello, San Casciano Val di Pesa, Montaione, e ancora gran parte della Lunigiana e della Garfagnana, Arezzo, l’Amiata e l’Alta Val di Cecina. In questo caso, per l’autunno-inverno 2023-2024 è già consentito accendere i radiatori (dal 15 ottobre e fino al 15 aprile) per un massimo di 14 ore giornaliere, fatte salve specifiche ordinanze dei sindaci che possano aver fatto slittare l’attivazione degli impianti, visto il clima ancora particolarmente mite. Alcuni comuni sulla costa livornese, come Cecina, Piombino, San Vincenzo e Suvereto, e le isole dell’Elba e di Capraia, rientrano nella fascia C, dove gli impianti saranno accesi per ultimi, per un massimo di 10 ore, a partire dal 15 novembre e fino al 31 marzo 2024.

mo.pi.