Monica Pieraccini
Cronaca

Inquinamento sulla Costa d'Argento: presentato un esposto dall’Associazione Difesa di Ansedonia

Nell’esposto, firmato da 364 cittadini, si denuncia la presenza di inquinamento e schiume tossiche. Appello per un intervento urgente delle autorità per la tutela di una delle perle paesaggistiche toscane.

Una delle foto allegate all'esposto

Una delle foto allegate all'esposto

Grosseto, 5 luglio 2024 – In questi giorni è stato messo il divieto di balneazione nella parte del canale della Feniglia fino alla Tagliata. Il 26 maggio 2023 la spiaggia della Feniglia - lato Ansedonia è stata chiusa alla balneazione per il superamento dei limiti normativi dei batteri fecali. Stessa sorte, il 4 giugno 2024, è toccata alla spiaggia della Tagliata Inoltre, al promontorio di Ansedonia, da diversi anni, sia in inverno che in estate, sono presenti in mare estese macchie di schiume galleggianti maleodoranti, che, sottoposte ad analisi da parte di Arpat e Capitaneria di porto, hanno rivelato la presenza di tensioattivi, cioè saponi, batteri fecali e tossicità.

Ad elencare le criticità della Costa d'Argento è l'Associazione difesa di Ansedonia, che ha presentato un esposto alla procura di Grosseto, al governatore della Toscana, al sindaco di Orbetello, al comandante della Stazione dei Carabinieri e all'Arpat. Firmato da 364 cittadini che frequentano quel tratto di costa, chiedono alle autorità competenti di adottare tempestivamente "ogni iniziativa di legge finalizzata alla tutela del territorio, svolgendo ogni opportuno accertamento attraverso controlli e campionamento delle acque antistanti le spiagge Tagliata e Feniglia e luoghi limitrofi volte a scongiurare pericoli di inquinamento ambientale”. L'associazione e i cittadini chiedono anche di accertare l'esistenza ed il funzionamento dei depuratori, sia delle imprese di produzione ittica che dello smaltimento dei reflui di quella parte di costa che scarica nella zona di Ansedonia, versante Tagliata.

La Costa d'Argento, nella quale rientrano le rinomate località di Capalbio, Orbetello, Monte Argentario, è una delle perle ambientali e paesaggistiche della costa toscana, evidenziano i promotori dell'esposto. Fa parte del "Santuario Pelagos", l'unica area marina internazionale dedicata alla protezione dei mammiferi marini e dei loro habitat nel Mar Mediterraneo. Ma le "criticità' ambientali emerse negli ultimi anni", secondo i promotori dell'esposto, "non sono state correttamente affrontate dagli enti competenti" e il conto da pagare rischia di essere sempre più elevato.

Come ricordano i sottoscrittori dell'esposto, "la cattiva gestione della Laguna di Orbetello (scarsa ossigenazione delle acque, mancato escavo dei fondali e dei canali di navigazione, mancata riduzione/prelievo della biomassa algale) ha causato in passato crisi anossiche e distrofiche, che hanno portato alla moria di quintali di pesce con conseguenti danni economici, ambientali, sanitari e di immagine per il territorio". Inoltre, la Laguna è anche un "sistema produttivo" con stabilimenti di allevamento di alcune specie di ittiofauna che scaricano i reflui industriali e civili "aumentando sia il rischio di anossie ed eutrofizzazioni lagunari che il rischio igienico-sanitario per i bagnanti, visto che tali acque, attraverso un canale, arrivano successivamente in mare".

Come è noto, e come ha evidenziato anche l'ultima analisi dei campioni effettuati nella zona da Goletta Verde, questa parte di costa presenta delle criticità alle foci a mare e il depuratore di Terrarossa, si legge nell'esposto presentato dall’associazione, "funziona solo parzialmente in quanto nel dicembre 2022 è stato messo sotto sequestro ed è ancora oggetto di indagini da parte della procura di Grosseto".