Bonus facciate con truffa: cantieri mai avviati e danni per i condomini. I consigli dell’esperto

Luca Santarelli: "Non solo illegalità Spesso si nota scarsa competenza , ma il caos è anche legislativo. L’unica arma vincente per chi è rimasto con l’iter incagliato? Il dialogo"

Ancora un’indagine sui raggiri legati ai bonus per i lavori edili

Ancora un’indagine sui raggiri legati ai bonus per i lavori edili

Pisa, 30 gennaio 2024 – I lavori non sarebbero mai stati eseguiti o solo in minima parte. Bonus facciate e ristrutturazioni, il titolare di una ditta edile pisana è stato denunciato per "indebita percezione di erogazioni pubbliche”. La guardia di finanza, che ha condotto le indagini, ha eseguito anche un sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari per oltre 375 mila euro.

Una decina i condomini in qualche modo danneggiati. Anche se, secondo quanto ricostruito dalle fiamme gialle, le false dichiarazioni emesse dalla società, che attestavano in modo fittizio l’esecuzione di lavori edili, in prevalenza per il Bonus facciate (decreto ‘Rilancio’), e il sistema messo in piedi più in generale sarebbero serviti alla ditta per motivi fiscali e di bilancio. La verifica ha portato a scoprire cantieri mai avviati e scadenze non rispettate. I baschi verdi hanno passato al setaccio la documentazione contrattuale, ascoltato le persone interessate ed effettuato i sopralluoghi su tutto il territorio pisano. Sui cantieri, non hanno trovato ponteggi, né addetti ai lavori, né erano esposti i cartelloni con le indicazioni previste dalla legge per l’esecuzione, anche perché l’impresa nel mirino non risulta mai aver avuto dipendenti e neppure mezzi. I condòmini hanno inoltre versato alla società una somma che va dal 10% fino alla metà dell’importo

complessivo per la ristrutturazione del loro immobile, restyling che poi non sarebbe mai avvenuto. Grazie all’emissione di fatture con sconto del 90%, la società avrebbe conseguito ingenti contributi indebiti sotto forma di crediti d’imposta, senza poi effettuare gli interventi concordati.

A luglio scorso la Finanza pisana aveva svolto un’operazione simile, ma in quel caso la cifra era stata superiore, circa oltre 2 milioni di euro. Le indagini e i controlli non sono finiti.

Firenze, 30 gennaio 2024 – Un’opportunità per molti, un rompicapo per troppi. Infine, per alcuni, un modo per guadagnare soldi facili aggirando le regole. I bonus riservati alla casa (110% in primis) sono stati e sono tutto questo, diventano in molti casi oggetto di contenziosi, liti fra singoli condomini, discussioni con gli amministratori, oppure vertenze nei confronti delle aziende incaricate di svolgere gli interventi o dei progettisti. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Luca Santarelli, esperto in diritto condominiale.

Nel tempo, le regole per ottenere i bonus si sono fatte più rigide, eppure la cronaca ci racconta di truffe e raggiri. Non è bastato?

"Si è verificato un irrigidimento delle regole col susseguirsi di circa trenta modifiche, l’ultima pubblicata in Gazzetta ufficiale il 29 dicembre 2023. Questo non ha aiutato a fare chiarezza. A ciò si aggiunga che bonus e superbonus sono finiti al centro dell’agenda politica, con valutazioni diverse a seconda di chi ci ha governato o governa".

Truffe e problemi sono stati ricorrenti?

"Nel mio esercizio della professione non ho incrociato vere e proprie truffe, che ho appreso dalla cronaca. Esaminando gli incartamenti dei clienti ho però notato molta superficialità nell’approcciarsi ai lavori, anche nel caso di importi notevoli. Questa leggerezza si nota in vari casi sia da parte dei condomini, sia da parte degli amministratori, sia fra i professionisti che si sono calati a redigere contratti di appalto e a trattare il diritto condominiale senza avere la sufficiente competenza e sensibilità in materia".

È capitato che, al contrario, pur rispettando puntualmente le regole, alcuni condomini siano rimasti bloccati o abbiano avuto problemi?

"A prescindere da leggerezza, superficialità, colpa o dolo di alcuni, bonus e superbonus sono stati prima bloccati col decreto Draghi del dicembre 2021 e poi lentamente somministrati dagli istituti di credito o da Poste Italiane, il che ha creato grandi complicazioni che ancora persistono. In molti condomini i superbonus e bonus non sono giunti o sono arrivati solo parzialmente. Ciò significa che le famiglie dovranno far fronte alle fatture delle ditte esecutrici dei lavori in modo integrale. Solo contratti di appalto fatti particolarmente bene potrebbero sollevarli da questo onere, ma è una casistica rara".

Quali consigli a chi ha ancora l’iter in corso e magari non riesce ad andare avanti?

"Nessuno ha la bacchetta magica. Se sorgono problemi, con ditte che pretendono di essere pagate e condomini impossibilitati a farlo nell’immediato, un’arma vincente è il dialogo. È bene trovare professionisti di fiducia che riescano a mediare, sapendo che i tempi di un rientro volontario e spontaneo sono sempre pi ù brevi di quelli della giustizia. Insomma sì al codice civile e alle norme, ma serve anche il codice del buonsenso. Solo così si può evitare un vero e proprio tsunami sociale".