Il sospetto terribile di Camilla. Suo marito aveva un’altra donna?

Tutto partì da un mazzo di chiavi trovato in casa. Da lì la sua mente iniziò a fare una serie di congetture

Vichi

Quando Camilla trovò nella tasca della giacca di suo marito due chiavi che non conosceva, unite da un anello di ferro, si sente mancare. Erano sposati da trentadue anni, e prima di quel momento non aveva mai avuto motivo di dubitare della correttezza di Giulio, ma adesso… Con l’affanno si trascinò fino in cucina, bevve un bicchier d’acqua e si sedette.

Posò le chiavi sconosciute sul tavolo e le guardò con apprensione. Erano indubbiamente le chiavi di una casa: il portone sulla strada e una porta blindata. Una casa segreta. Camilla si mise a pensare al comportamento di Giulio degli ultimi mesi, addirittura degli ultimi anni, e quello che prima le pareva normale adesso si velava di mistero. Alla fine riuscì a formulare la domanda che le teneva intrappolata la lingua: suo marito aveva un’amante? Era la prima volta che ci pensava.

Giulio aveva quasi sessant’anni, portati molto bene, e poteva cadere in una trappola… Gli uomini di quella età cercavano a volte una nuova giovinezza, e credevano di trovarla in una donna giovane e carina capace di svuotare le tasche del babbeo di turno… o magari era un amore vero? Con una donna bella e speciale, candida e sincera, che lo amava veramente? Oppure era addirittura una casa dove portava delle prostitute, delle escort che gli costavano una fortuna… E se invece di un’amante aveva un amante, senza apostrofo? Se aveva scoperto di essere omosessuale e non riuscisse a confessarlo? Qualunque cosa stesse succedendo, doveva scoprirlo, doveva assolutamente scoprirlo. Rimuginò sul da farsi, poi prese una decisione. Giulio non sarebbe tornato prima di un’ora. Lei ebbe il tempo di andare dal ferramenta del quartiere a fare una copia delle chiavi, poi andò a rimetterle nella tasca della giacca di suo marito.

Quando Giulio tornò a casa, lei fece finta di nulla. Cenarono tranquillamente, poi si sedettero sul divano a vedere un bel film, come accadeva spesso quando non andavano a teatro o a cena da amici. Camilla sbirciava suo marito e cercava di capire cosa gli attraversasse la mente, di cogliere il suo segreto, ma non vedeva nulla di strano.

Era un bravo attore? Sapeva fingere fino a quel punto? Dopo più di trent’anni che condividevano lo stesso letto, lei ancora non lo conosceva? E se invece di spiarlo glielo chiedeva a bruciapelo? Giulio, dimmi la verità, hai un’amante? No, non ce la faceva… e poi, se lui avesse risposto di no, lei non ci avrebbe creduto.

Per fortuna il film di quella sera era molto bello, e Arianna riuscì a distrarsi. Ma quando andarono a dormire, nel buio il mostro del dubbio le mordeva le gambe, le chiudeva la gola, e rimestava nelle viscere… ci mise molto a prendere sonno. La mattina dopo, quando aprì gli occhi, si sentì leggermente più serena… ma solo per poco. Doveva assolutamente scoprire cosa stava succedendo.

Era sabato, proprio il giorno in cui suo marito, a metà mattina, usciva a fare una passeggiata e ritornava all’ora di pranzo. Fino a quel giorno lei non ci aveva fatto caso, ma adesso… Era l’occasione giusta per seguirlo. Lo salutò sulla soglia con un bacio sulle labbra, sorridente come le altre volte, e intanto pensava: un bacio di Giuda? Appena chiuse la porta di casa corse a cambiarsi.

Si mise in fretta dei vestiti vecchi che non usava mai, si calò sul capo un cappello che le copriva interamente i capelli, s’infilò degli occhiali neri e uscì di corsa avanzando silenziosa con le scarpe da ginnastica.

Vide di lontano suo marito che camminava tranquillamente sul marciapiede del viale, sotto un bel sole autunnale.

Arrivarono in centro, dove per lei era più facile non farsi notare. Seguì Giulio fino a un grande libreria e lo vide sparire dentro…

Forse era lì che lavorava la sua amante? Camilla non poteva certo entrare nella libreria e farsi scoprire. Sull’altro lato della strada c’era un bar, con una grande vetrata.

1-continua