CATASTO
CATASTO

Arezzo, 4 agosto 2014 - La stangata sembrerebbe dietro l’angolo. Con una rivalutazione degli immobili che potrebbe portare ad un’impennata delle imposte. E il responsabile di tutto ciò è la riforma del Catasto che è appena iniziata. Un’operazione complicata che avrà tempi lunghi ma che alla fine rischia di portare per Arezzo consistenti rincari d’imposta. Da una parte infatti esistono degli estimi catastali fermi agli anni ‘80 e dall’altra quotazioni immobiliari in ascesa. Così la riforma del catasto adesso si muove verso un riallineamento tra quello che è il valore di mercato di un immobile e le stime fiscali. Un parallelo che in Italia nel corso degli anni hanno visto uno scollamento del 68%.

Cosa è successo? Che le quotazioni immobiliari magari sono salite nel corso degli anni, mentre quelle catastali si sono immobilizzate agli estimi degli anni ’80. E ad Arezzo che succederà? L’aria che tira non sembra buona, visto che proprio in città la distanza tra il valore di mercato e le quotazioni catastali è ancora più consistente. Anzi ad Arezzo questo gap è tra i più alti in Italia, e adesso rischia di portare a rincari d’imposta. L’impennata delle imposte catastali per adesso è solo un’ipotesi ma il salasso è dietro l’angolo se si arriverà all’approvazione della riforma. A snocciolare i numeri del valore degli immobili e dei relativi estimi catastali è stato ieri il Sile 24 Ore che fa anche la mappa italiana della sperequazione. Cosa emerge? Secondo l’approfondita analisi che mette nero su bianco i numeri città per città, si punta la lente sulla inadeguatezza della base imponibile che si riflette sulla distribuzione di Imu e Tarsi. 

In generale accade che i valori catastali restano molto indietro rispetto ai reali valori di mercato che invece anno dopo anno sono praticamente esplosi. E questo vale per tutta la Toscana. Con record pazzeschi come nel caso di quello italiano della città di Pistoia dove il divario è del 284%, sul podio ci sono poi al secondo posto Pesaro con il 273% e al terzo Messina con il 267%. Ma anche qui il gap è alto. Ad Arezzo il valore medio di un immobile è del 147% superiore rispetto alla stima del catasto: 205.016 euro contro 83.060 euro. Il divario è di quelli importanti e il calcolo effettuato dal Sole 24 Ore è sui dati Nomisma e le varie statistiche catastali. Arezzo si piazza sul podio toscano: qui il primo posto è di Pistoia appunto che è anche la prima in Italia, al secondo gradino toscano c’è Lucca con il 253%, quarta assoluta. E poi Arezzo che è la terza città della Toscana e 24esima in Italia su 103 città esaminate. La città dove la rivalutazione degli immobili inciderà meno sulle tasche dei contribuenti? E’ Pordenone, che chiude la classifica, qui la differenza è soltanto del 19%.