Tra i petardi piazze piene e stanze vuote

Arezzo celebra il Capodanno con un turismo di massa: parcheggi al limite, ristoranti affollati, una notte più lunga di festa. Una moneta da mettere sotto i denti per scoprire se sia davvero tutto oro quello che luce.

Capodanno da mettere sotto i denti, come una moneta, tanto per scoprire se sia davvero tutto oro quello che luce. Di sicuro è oro, oro puro, il Capodanno del turismo. Mentre altre città d’arte cercano i visitatori perduti, qui il pallottoliere vola più

del contapersone di piazza Sant’Agostino, nell’euforia della notte più lunga. Arezzo fa i conti con il turismo di massa, il fiume degli arrivi non si è interrotto a Natale ed è diventato perfino tumultuoso a Capodanno. I parcheggi segnano rosso, i ristoranti misurano le code, come se avessimo di colpo sfondato il sipario che ci divideva, e in parte ancora ci divide, dalle regine del turismo.